I boccioli degli orti goriziani

500x300-rosa

A vedere le sue foglie voluttuose sembrerebbe un bocciolo pronto a schiudersi. Invece è una varietà locale di radicchio quella che da sempre colora di rosso gli orti urbani di Gorizia.

La rosa di Gorizia (Cicorium inthybus) è uno dei prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food: apprezzatissimo per il suo sapore intenso, appena amarognolo, e per la sua consistenza croccante, questo ortaggio tradizionale sta scomparendo di fronte alla cementificazione.

La rosa di Gorizia ha un colore straordinariamente acceso: rosso brillante, con variegate sfumature rosa o rosso granato. Coltivata da secoli nella piana della città, la rosa divenne molto ricercata durante la dominazione asburgica. Oggi gli agricoltori più anziani della zona raccontano che questo tipo di radicchio rappresentava una tra le poche fonti sicure di reddito durante la stagione invernale.

La rosa si semina tra marzo e maggio e si raccoglie a partire dalla fine di ottobre. E’ƒƒˆ con il primo freddo infatti che viene raccolta e poi legata in mazzi. Si consuma in insalata oppure accompagnata dalle uova sode. Per seguire la vera tradizione goriziana, però, deve essere servita con i “€œciccioli”€ di maiale.

Oggi molte zone vocate della città sono state edificate e anche gli ultimi orti stanno rischiando di scomparire. Per questo la rosa di Gorizia è stata segnalata per il catalogo dell’Arca del Gusto di Slow Food, nella speranza di poterne rilanciare presto la coltivazione.

E tu? Conosci un prodotto tradizionale che sta scomparendo? Segnalalo sull’Arca del Gusto!

Seguici anche su Twitter

 

Caffè Vergnano

Il caffè è più buono se riduce scarti e rifiuti puntando sulle tre R

Triumph

Come riciclare i reggiseni e gli abiti usati

Schar

Il pane senza glutine: tipi di pane e cereali utilizzati

Germinal Bio

#Bionest la nuova campagna Germinal Bio che mostra il dietro le quinte del biologico

Decathlon

Hai una bici usata? Torna Trocathlon dove puoi acquistare e vendere l’attrezzatura sportiva

San Benedetto

Cosa vuol dire compensare la CO₂: la linea Ecogreen di San Benedetto

tuvali
seguici su Facebook