Il cancello della festa

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A Mentana, alle porte di Roma, è attestata fin dal Settecento la preparazione della “ciambella a cancellu”, un dolce che segna ancora i principali momenti di festa.

Negli antichi statuti della Confraternita di Sant'Antonio Abate, nelle rubriche dedicate alla festa, si precisa che, fra gli obblighi dei confratelli, vi è quello di portare "come da tradizione, due ciambelle a cancello e un bottiglione di vino, al vecchio e al nuovo festarolo".

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Un pane natalizio di sapore asburgico

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Il suo sapore dolce e speziato è frutto di lunghe contaminazioni. L’origine del pan sorc è legata agli scambi tra il Friuli e Vienna.

Ci troviamo a Gemona, ai piedi delle Prealpi Giulie. La frontiera con la Slovenia è vicina, quella con l’Austria anche.

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Altro che broccoli!

 

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Sono parenti dei broccoletti, ma il loro colore violaceo li rende inconfondibili. A Priverno, in provincia di Latina, si preparano per tutto l’inverno e gli abitanti ne vanno fieri. Sono i chiacchietegli: questi ortaggi della famiglia delle Brassicacee – la stessa dei cavoli e dei broccoli – appartengono a una varietà locale dal sapore delicatissimo.

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L'oro rosso dell'Abruzzo

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La piana di Navelli, a una trentina di chilometri dall'Aquila, è costellata in questo periodo dai petali lilla del Crocus sativus. Si schiudono tra fine ottobre e novembre, mostrando i delicati stimmi color rosso acceso.


E' questo l'oro dell'Abruzzo, lo zafferano apprezzato in tutto il mondo che raggiunge quotazioni da capogiro (fino a 10 000 euro al chilo, più del tartufo).

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Una mela arrugginita in un mondo di frutti sgargianti

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Le temperature iniziano a scendere ed è in questi giorni che si raccoglie nel cuneese la mela grigia di Torriana.

Dimentichiamoci delle mele dalla buccia lucida e dai colori vivaci. La grigia di Torriana ha un colore giallo ruggine. In Piemonte era soprannominata "pum rusnent", che in dialetto significa "mela arrugginita".

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La “mela assira” delle coste calabresi

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Sulla costa che si getta nel Tirreno tra Tortona e Cetraro inizia in questi giorni e continuerà fino a dicembre la raccolta del cedro liscio di Diamante.

La zona di origine di questo agrume profumatissimo è la Persia e Plinio il Vecchio nel suo Naturalia historia lo chiamava infatti "mela assira". Al suo tempo peraltro il cedro non si mangiava:  fino al III secolo era usato come repellente per gli insetti nocivi come le zanzare.

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I boccioli degli orti goriziani

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A vedere le sue foglie voluttuose sembrerebbe un bocciolo pronto a schiudersi. Invece è una varietà locale di radicchio quella che da sempre colora di rosso gli orti urbani di Gorizia.

La rosa di Gorizia (Cicorium inthybus) è uno dei prodotti dell'Arca del Gusto di Slow Food: apprezzatissimo per il suo sapore intenso, appena amarognolo, e per la sua consistenza croccante, questo ortaggio tradizionale sta scomparendo di fronte alla cementificazione.

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Casieddu di Moliterno

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La regione di Moliterno, in provincia di Potenza, è da sempre una terra di pastori. In questi giorni, tra le antiche strade del paesino lucano regna di nuovo il silenzio. Ogni anno ad agosto però si riempiono dei visitatori giunti fin qui per la sagra del Canestrato. Questo formaggio di latte ovino e caprino è il prodotto di punta della zona, ma in questa regione dell'Alta Val d'Agri si nasconde anche un altro gioiello, preparato con cura in quantità molto limitate: il Casieddu (letteralmente, “piccolo formaggio”), che rischia di scomparire ed è un prodotto dell'Arca del Gusto di Slow Food.

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