Vivisezione e false verità: ecco cosa fare per dire no alla sperimentazione animale

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La nostra giornata, mia, di Vivi e di Soffina – e del papà, che ora è al lavoro, ma non dimentichiamocelo, che altrimenti si ingelosisce!-, era iniziata nel migliore dei modi con la notizia del rigetto dell’istanza di dissequestro dei beagle presentata da Green Hill (non della struttura, che torna nella mani dei mostri, la battaglia non è vinta!). Ma ho smesso di gioire ben presto, dopo aver visto Uno Mattina Estate, in cui oggi c’era uno spazio dedicato ai beagle, con tanto di cucciolo in studio – ovviamente!- e dibattito sulla vivisezione, che vedeva contrapposti il Professor Giuseppe Remuzzi e un attivista del Coordinamento Fermare Green Hill.

Ciò che ne è risultato, sulla base del modo in cui è stata mediata la discussione e al tempo (risicatissimo) dedicato all’intervento di Claudio, attivista del Coordinamento, è un messaggio completamente sbagliato e falso, che vuole far passare la vivisezione come un “male” necessario. Prima di tutto, c’è da chiedersi perché non siano stati invitati ricercatori o medici antivivisezionisti, come mi ha fatto notare la mia amica animalista Laura Mattei, come Fedi, Cagno, Mamome Capria, Tettamanti. Ma questa è una storia vecchia e la lobby vivisettoria, si sa, teme il confronto competente, scientifico e documentato come la peste.

Ci tengo poi a sottolineare che, personalmente, concordo con il tentativo di approfittare, nel senso buono del termine, del caso “beagle Green Hill” per far conoscere a un pubblico più ampio possibile l’annoso problema della vivisezione, ma quello che ho visto oggi mi ha profondamente indignata e lasciata davvero con l’amaro in bocca. “La sperimentazione è necessaria”, “i vivisettori sono uomini, in fondo, dal cuore tenero”, il valore dell’uomo è superiore a quello di ratti o cani”, “ora che non possiamo più sperimentare sui cani, su chi sperimenteremo?“. Questo il tenore della deviante conversazione, per quanto l’attivista abbia cercato di contraddire le false verità che venivano dichiarate, nei limiti dei tempi che gli venivano concessi.

Ecco, allora, cosa voglio ribadire anche su questo blog: per capire che la fantomatica “Ineluttabilità” della vivisezione non è tale, basterebbe dare un’occhiata alle pagine della Leal e della Limav. La sperimentazione animale non è un “male necessario”, come alcuni vogliono farci credere, ma è un male e basta. “Gli esperimenti su animali danno risultati disparati e perennemente reinterpretatili, possono cioè essere usati per confermare o smontare qualsiasi risultato ottenuto per altra via”, giusto per usare le parole del prof. Marco Mamone Capria. E, soprattutto, le alternative esistono.

Voglio anche ricordare cosa può fare ognuno di noi per boicottare questo sistema legalizzato e abietto di sopruso animale: è importante scegliere solo i cosmetici, prodotti per la pulizia personale della casa “senza crudeltà”, facendo riferimento per questo alla guida che trovi sul sito del Comitato VIVO per un consumo consapevole; usare meno farmaci possibile, scegliendo quelli generici; fare attenzione ai cibi per animali, perché molte delle marche più note finanziano proprio la vivisezione; anche adottare un animale salvato dai laboratori, come roditori, conigli, cani e gatti è un’aiuto grandissimo per contrastare questa potente lobby.

Quanto a Green Hill, che dire…io credo che i veri cambiamenti possano avvenire soprattutto a livello normativo. Sarebbe pronto un emendamento per il divieto di allevamento sul territorio nazionale di cani, gatti e primati per la vivisezione, il famoso articolo 14 della Legge Comunitaria 2011, la cui discussione viene continuamente rimandata. Se venisse approvato Green Hill chiuderebbe. Ottimo. Ma questo non risolverebbe comunque il problema dell’impiego di altri animali, tra l’altro con i cani che verrebbero allevati altrove per poi essere importati ugualmente in Italia. Sarebbe un passo avanti storico, certo, ma solo un “buon inizio”. Non la fine della vivisezione.

Il video della puntata di Unomattina purtroppo per ora non è disponibile, ma credo che verrà inserito sul loro sito quando lo aggiorneranno. L’invito a chi vuole tutelare i diritti di tutti gli animali vivisezionati e far comprendere correttamente che la loro morte è inutile e non salva l’uomo, è anche quello di contattare la redazione per manifestare il proprio dissenso. Infine, vi saluto lasciandovi il link a un interessante articolo del Fatto che racconta la storia di Susanna Penco, ricercatrice all’Università di Genova affetta da sclerosi multipla e obiettrice di coscienza verso la sperimentazione.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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