Perché i delfini del Tirreno continuano a morire?

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ormai sono più di 100 gli esemplari di delfini del Tirreno della specie stenella striata (stenella coeruleoalba) ritrovati morti da inizio anno. La più recente segnalazione comunicata dalla Bds (Banca dati spiaggiamenti) risale all’8 aprile a Cetraro Porto (Cosenza). Le regioni più colpite dalla straordinaria restano comunque il Lazio e la Toscana, rispettivamente con 31 e 29 carcasse recuperate.

COSA LI STA UCCIDENDO? Rimangono ancora sconosciute le cause della straordinaria moria che, secondo l’ultimo rapporto sugli spiaggiamenti registrati dalla Bds (Banca dati spiaggiamenti) realizzato dal professor Gianni Pavan, “appare molto superiore alle medie mensili registrate negli anni precedenti e in particolare la specie stenella (Stenella coeruleoalba) mostra un incremento di circa 8 volte rispetto alle medie degli ultimi 10 e 20 anni”.

Al momento i principali indagati della strage di cetacei rimangono il morbillo (morbillivirus delphini) e il batterio photobacterium damselae, anche se l’importanza data in precedenza al morbillo sembra diminuire in seguito alle ultime scoperte dei ricercatori del Cert (Cetaceans stranding emergency response team). Almeno è quello che sostiene il Ministero dell’Ambiente.

SCARSITÀ DI CIBO. La moria potrebbe derivare da più cause legate a un indebolimento degli animali per la scarsità di cibo. Ciò potrebbe renderli facilmente esposti a malattie e parassiti. Nel dettaglio, il virus del morbillo è stato rintracciato in circa il 35% delle carcasse finora analizzate.

Inoltre, spiega il Ministero dell’Ambiente, durante le autopsie non sono state riscontrate le lesioni ai tessuti tipiche delle infezioni mortali. I ricercatori al momento sembrano concentrare le loro attenzioni sul fatto che tutte le stenelle ritrovate finora presentano un quadro immunitario fortemente compromesso. Inoltre, la popolazione di stenelle presenti nelle nostre acque è notevolmente aumentata nel corso degli ultimi anni, invadendo habitat un tempo occupati dal delfino comune (delphinus delphis, scomparso dalle acque italiane nel corso degli ultimi 10 anni e migrato in aree estreme come il mar Egeo e le acque adiacenti lo stretto di Gibilterra). È dunque possibile che l’aumento demografico abbia esposto le stenelle a habitat costieri con acque meno salubri rispetto al mare aperto.

In quasi tutti gli animali analizzati non sono state trovate tracce di cibo nello stomaco. Le stenelle si cibano prevalentemente di piccole prede come naselli, seppie, calamari, sgombri e sogliole, tutte specie soggette a attività di pesca intensiva. Stando a queste nuove ipotesi, si potrebbe affermare che non si tratterebbe più di una sola causa scatenante, ma di una serie di concause: precisamente, la somma di un aumento della popolazione di stenelle; scarsità di cibo a causa della pesca intensiva; il poco cibo disponibile è più inquinato a causa dell’invasione di habitat costieri. Ma, da non dimenticare, ci sono anche le ipotesi del risveglio del vulcano Marsili e dell’eccessivo inquinamento delle acque (dove le navi dei veleni scaricano rifiuti tossici come se fosse normale…).

Per saperne di più clicca qui

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
TryThis

L’app che ti fa divertire sfidando i tuoi amici anche durante il lockdown

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

NaturaleBio

Cacao biologico naturale, in granella o in polvere: benefici e ricette per portarlo in tavola con gusto

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

Schär

Celiachia o sensibilità al glutine? Come ottenere una corretta diagnosi

Cristalfarma

Come gestire nel proprio piccolo disturbi d’ansia e stress di uno dei momenti storici più difficili

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook