Mai più allevamenti da pelliccia in Olanda: il Senato ha approvato a maggioranza lo stop definitivo

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Evviva! Dopo lo stop alla macellazione rituale, l’Olanda, secondo produttore europeo di pellicce di visone, mette al bando gli allevamenti di animali da pelliccia, confermando il proprio primato nella tutela e nella protezione degli altri esseri senzienti.

È finito con questo grande successo il percorso durato ben 7 anni e voluto dall’associazione animalista olandese Bont Voor Dieren. Il Senato dell’Aia ha approvato la legge che mette al bando ogni allevamento di animali per la produzione di pellicce, con approvazione a grande maggioranza.

Ora il divieto olandese diventerà effettivo a partire dal primo gennaio 2024, concedendo così 10 anni di tempo per smantellare i 159 allevamenti di visoni che ogni anno utilizzano circa 6 milioni di animali. E in Italia? Ora è necessario che anche il nostro Paese, il primo tra quelli europei a vietare il commercio di pellicce di cane e di gatto, prosegua in questo percorso, “approvando quanto prima la proposta legislativa predisposta dalla Lav e già depositata alla Camera e al Senato nella legislatura uscente”, dichiara Simone Pavesi, responsabile campagna pellicce della Lav.

“È un risultato storico – commenta l’Ente Nazionale Protezione Animali – se si considera che l’Olanda è il secondo produttore europeo. Ma ancora più significativo è il fatto che questo Paese ha avuto il coraggio di sfidare forti interessi economici per dare voce ai propri cittadini, la stragrande maggioranza dei quali è contraria all’uccisione di animali per questo tipo di attività. L’Italia deve seguire l’esempio olandese e fare altrettanto, non solo in materia di pellicce ma anche sulle altre questioni aperte che riguardano la tutela e la protezione degli animali. Solo così sarà finalmente rappresentato il comune sentire dell’opinione pubblica”.

Se lo ha fatto l’Olanda, l’Italia, con i suoi 10 allevamenti e 150mila animali condannati non puo’ essere da meno. Voi che dite? È ora di liberare gli animali dallo sfruttamento, dalla tortura e dalla morte.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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