Kira, il cane che nuota con i delfini. Ma nella baia di Taiji continua la mattanza

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ok, non ha le pinne, è vero, ma di questo adorabile labrador nero, che si avvicina senza timore a un simpatico e giocoso gruppo di delfini, riuscendo a farsi accettare e tentando in ogni modo di star dietro alle loro evoluzioni, non si può di certo dire che non sia un nuotatore provetto.

In un video ormai viral su YouTube, pubblicato lo scorso maggio e visto già oltre 850 mila volte, Kira è stato ripreso mentre amoreggia con i mammiferi marini nell’Oceano Indiano, al largo della costa del sud del Mozambico. Le immagini mostrano il cane sulla barca, con tanto di giubbotto di salvataggio, attendere con ansia il momento del tuffo, mentre accompagna, insieme alla sua padrona che dirige il Somente Aqua Dolphin Centre di Ponta do Ouro, vicino al confine sudafricano, i turisti che vogliono nuotare con i delfini (già, nuotare con i delfini ormai è una moda, ma il dato positivo è che se non ne hanno voglia possono ignorarli beatamente, visto che sono liberi e in mare aperto). Liberatasi dal giubbotto, appena avvista i mammiferi Kira si butta in mare per nuotare con loro.

Kira è emozionata e divertita, provando con la sua straordinaria nuotata che qualsiasi essere vivente vive una gioia immensa quando incontra i delfini liberi. Ma intanto a Taiji, il luogo più infelice per i delfini, si continua a catturare esemplari per i delfinari e a massacrare quelli destinati al mercato della carne. Stamattina, come racconta Sea Shepherd sulla sua pagina Facebook, un branco di 10-12 delfini è stato guidato nella baia e uno di loro, quello prescelto dagli operatori dei delfinari, è stato trasferito subito su un camion, direzione Taiji Dolphin Resort Hotel (forse per rimpiazzare la mamma delfino catturata e imprigionata con il suo piccolo e morta dopo una lunga e sofferente agonia?). Nel giro di poche ore questo delfino è passato da essere un animale libero e selvaggio a un prigioniero rinchiuso in una vasca di cemento. A Taiji, no, non c’è alcuna traccia di quella gioia che si percepisce dalle immagini di Kira. Nessun profumo di libertà.

È stato scelto, l’eletto, rapito dalla propria famiglia, dal proprio Oceano, dalla propria natura. Sarà costretto a vivere in una pozzanghera d’acqua, lui che può percorrere centinaia di chilometri al giorno, sarà affamato per essere addestrato, la sua pelle si lacererà a causa del cloro o delle malattie fungine, i suoi occhi si arrosseranno, la sua vita sarà breve e triste perché morirà in 2/3 anni. Alcuni delfini si ‘suicidano’ chiudendo lo sfintere da cui prendono aria. Preferiscono morire piuttosto che continuare a vivere l’agonia. Non vi fate ingannare da quel maledetto sorriso sul loro muso. È soltanto una conformazione fisiologica. Loro non ridono. Loro non si divertono. Come nessuno rapito e costretto a fare il clown. Boicottiamo delfinari, acquari e parchi acquatici. Informiamoci e divulghiamo“, spiega in un commovente appello Marina Kodros del Coordinamento Antispecista (qui la pagina Facebook).

Allora facciamoci sentire: qui di seguito i recapiti del luogo di detenzione del povero tursiope.

Hotel Dolphin Resort

703-15 Moriura, Taiji-cho, Higashimuro-gun, Wakayama Prefecture 649-5172, Japan

Tel: +81 0735 59 3514

Fax +81 0735 59 2810

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook