‘Nel mondo esistono ancora tante Green Hill’. La storia di Sissi, beagle salvato dalla vivisezione

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Il mio nome è Sissi, sono una beagle e sono nata circa 3 anni e mezzo fa. Sono nata in un brutto posto, chiamato Green Hill, da cui qualcuno mi ha salvato, portandomi fuori di lì, facendomi conoscere il mondo esterno, con tutto quello che era a me prima sconosciuto e facendomi cominciare una nuova vita.

Da quel giorno il mio destino è stato ben diverso da quello che era inizialmente previsto per i beagle come me nati in quell’inferno e che purtroppo ancora al giorno d’oggi è previsto per tanti altri cani sfortunati, ma non solo, anche miliardi di altri animali di innumerevoli specie. Anche per loro, le sofferenze provate però sono le stesse, anche se agli umani spesso fanno meno tenerezza di un cucciolo di beagle… il dolore vale per tutti gli esseri viventi indipendentemente dalla loro specie di appartenenza.

Infatti il nostro destino doveva essere quello di diventare “cavie” per la sperimentazione animale o vivisezione, considerati alla stregua di oggetti, numeri, non individui, destinati ad essere “spediti” come oggetti nei laboratori della nostra “civile” Europa. Delle persone malvagie e senza scrupoli allevavano migliaia di cani della mia razza all’interno dei capannoni dove sono nata (noi beagle siamo i cani più torturati per gli esperimenti di vivisezione, le statistiche dicono che solo in Italia, circa 600 individui come me all’anno subiscono test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature…) e poi lo chiamavano lavoro. Per me e per la mia umana quel posto è solo un lager.

Grazie ad un gruppo di persone che ha lottato per la nostra libertà, per la chiusura di Green Hill e per l’abolizione totale della vivisezione, l’allevamento è finito alla ribalta nelle cronache grazie ai presidi, ai cortei e alle proteste. Alcune di queste persone hanno anche rischiato la loro libertà con azioni di protesta, 13 di loro sono state anche arrestate perché durante il corteo del 28 aprile 2012 sono entrate illegalmente a volto scoperto nell’allevamento liberando circa 60 di noi e finendo su tutti i telegiornali.

Per averci dato una nuova vita queste persone sono ora state condannate per furto, peccato che nessuno condanna chi ci tortura per i loro esperimenti legalizzati, la giustizia per noi non vale?

Grazie alle lotte, alle denunce di chi non poteva vivere davanti a Green Hill, sono venuti fuori gli illeciti, l’allevamento è stato sequestrato, 3 persone condannate per uccisione e maltrattamento di animali, perché là dentro oltre a venderci alla vivisezione, facevano cose molto brutte, ad esempio chi di noi era malato, anche di malattie dermatologiche e curabilissime come la demoticosi, veniva eliminato. Ora è il lager è chiuso, ma voglio far riflettere tutti su quanti altri posti come quello esistono. Finché ci sarà richiesta di animali su cui sperimentare ci saranno sempre questi luoghi e vorrei tanto che questo non avvenisse più.

sissi

Io sono felice di essere scampata a tutto questo, dopo un viaggetto sono arrivata nella mia nuova casa, all’inizio non capivo bene tutti quei cambiamenti, d’altronde non sapevo neanche bere l’acqua dalla ciotola, perché nel box dove ero vissuta fino ad allora avevamo dei beverini, non avevamo una cuccia, solo pavimenti freddi e gabbie sparse di segatura, non avevo mai visto un giocattolo, non avevo mai visto il cielo, la luce del sole e l’erba. Non avevo mai sentito il vento fra le mie orecchie morbide, perché l’aria era filtrata artificialmente…

Quindi è stato un grande cambiamento per me, ma mi sono ambientata presto, la mia umana dal nostro primo incontro mi è stata accanto, accompagnandomi in questo percorso insieme a Zico, il nostro compagno canino e al resto della nostra famiglia. Ho scoperto tante cose e fatto tante esperienze che mi hanno arricchita, penso che la vita debba essere vissuta in pieno e sono felice di aver avuto l’occasione di farlo insieme ad altri che mi amano, di tirare fuori me stessa, di esprimermi e fare ciò che più mi piace.

zico

Il mio nome è Sissi e questa è la nostra storia. Vorrei che altri la conoscessero e riflettessero su quanto gli umani stanno facendo agli animali, io dovevo essere una di loro ed invece sono qui a raccontarvela.

(Questo racconto è stato scritto per il concorso “Raccontami una storia, Io e il mio cane” dell’associazione 100Zampe)

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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