Elezioni 2013: qual è il posto degli animali? Io vorrei votare con il cuore

Farsi fotografare con un cane ultimamente va di moda tra i candidati premier. Così, dopo aver saputo che Berlusconi ha adottato un cane al canile grazie alla prima pagina dedicata da Il Giornale a questo lieto evento, ora è la volta di Monti, che ha “twittato” la foto di Empatia, “per gli amici Empy”, dice il professore sul social.

Empy sbanca: 864 Retweet e centinaia di Preferiti in meno di 24 ore e sono subito apparsi gli hashtag #yeswecane e #chiamailcanedimonti. E se questa è l’ennesima prova che Twitter è diventato il ring della campagna elettorale, vien da chiedersi cosa intendano fare davvero i politici su temi importanti per gli animali, come discutere subito le proposte di legge per rendere davvero umano il circo o della chiusura con la “Legge Comunitaria 2011”, che è stata bloccata lo scorso anno da senatori pro-vivisezione.

Per ora, ad avere le idee chiare, almeno in tema di vivisezione, è Bersani: “chi è contrario all’uso degli animali in laboratorio va rispettato, ma, al contempo, credo che i test sugli animali siano indispensabili. Almeno fino a che non saranno individuati metodi alternativi scientificamente accettabili. Nel 2010, l’Unione Europea ha approvato una direttiva sulla protezione degli animali utilizzati per studi scientifici. Una legge contestata e rigettata da chi vorrebbe addirittura vietare nel nostro Paese l’allevamento di animali destinati alle sperimentazioni“. Così il segretario del Pd ha risposto su “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific american” al quesito posto dal gruppo “Dibattito Scienza” ai leader delle principali forze politiche candidate al governo del paese dopo le prossime elezioni.

“A mio parere – prosegue Bersani – chi vuole vietare la sperimentazione nel nostro Paese non tiene conto di un elemento essenziale. Nessun organismo internazionale autorizzerebbe mai l’uso clinico, sull’uomo, di un farmaco che non sia stato precedentemente sperimentato su due specie animali. In secondo luogo, il periodo difficilissimo che stiamo vivendo dal punto di vista economico non può essere affrontato dando una chance in più alle imprese farmaceutiche per de-localizzare: si calcola che, se gli allevamenti e i centri di ricerca chiuderanno, oltre 10mila ricercatori perderanno il posto e probabilmente saranno costretti ad andare all’estero”.

A favore della sperimentazione animale, riporta la federazione Nel Cuore, è anche Oscar Giannino, che però articola di più l’argomentazione: “crediamo che una buona regolamentazione e lo studio di nuovi strumenti biomedici sia il miglior modo per sostenere la ricerca medico-scientifica e, al tempo stesso, di porsi come obiettivo la riduzione del numero di animali utilizzati in tali pratiche: obiettivi per i quali il semplice bando non può avere alcuna utilità“. Piuttosto vago Antonio Ingroia:credo sia eticamente giusto, e anche utile, limitare l’uso degli animali in sede di ricerca biomedica. Dovrebbe essere la comunità scientifica, consultando le associazioni di settore, a individuare i migliori criteri per ricerche e sperimentazioni. Ogni essere vivente merita rispetto e considerazione“.

Intanto, il mondo animalista risponde con il progetto «Io voto con il cuore», promosso proprio dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. Si tratta di un vero e proprio programma politico in otto punti, con cui si chiede al futuro premier di: adeguarsi all’Europa, riconoscendo i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente; di dire basta alla vivisezione e sviluppare e utilizzare i metodi sostitutivi di ricerca; tutelare gli animali domestici; rafforzare il sistema delle aree naturali protette; fermare la caccia e gli allevamenti di animali da pelliccia; vietare lo sfruttamento degli animali negli spettacoli; bloccare il consumo del suolo e tutelare il paesaggio; proteggere le città dall’inquinamento e dal sovraccarico dei rifiuti.

Questo «manifesto» potrà essere sottoscritto dai cittadini sui siti www.iovotoconilcuore.it e www.nelcuore.org. Le firme raccolte saranno consegnate, nel mese di luglio, al nuovo presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato. Ora, è chiaro, ognuno ha il diritto di votare per chi crede. Ci mancherebbe. Non era questo il senso di questo post. Ma penso che ricordarsi di alcune cose sia importante quando ci troveremo nel segreto dell’urna per il voto del 24 e 25 febbraio. Io, sinceramente, vorrei votare davvero “con il cuore”.

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