Cercano casa e una nuova vita 145 animali da reddito della cascina degli orrori di Signa

Buone notizie. Ogni tanto arrivano. A Signa, in provincia di Firenze, la Lav inaugura una nuova Piazza della Libertà, dopo le grandi emozioni di Green Hill, dando il via alle prime liberazioni dalla ormai tristemente nota “cascina degli orrori”. Si tratta di 145 animali cosiddetti ‘da reddito’ o ‘da cortile’, tra bovini, capre, pecore, suini, polli, tacchini, e 7 cani, trovati in condizioni di grave degrado.

Nominata custode giudiziaria, l’associazione ora si occuperà degli animali dell’azienda agricola balzata agli onori delle cronache dopo un servizio di Striscia la Notizia e sottoposta a sequestro preventivo su provvedimento del GIP del Tribunale di Firenze, in seguito a una denuncia. La liberazione degli animali si è resa possibile grazie alla pronuncia del Tribunale del Riesame di Firenze, che ha rigettato il ricorso presentato dai proprietari della cascina contro il sequestro.

“Comincia ora per tutti gli animali di Signa una nuova vita garantendo loro un’esistenza libera e dignitosa, non come animali da alimentazione ma come animali membri di una famiglia con una loro socialità ed affettività – commenta Roberto Bennati, vicepresidente LAV – La triste vicenda di Signa dimostra chiaramente che il maltrattamento è un sopruso che può riguardare tutti gli animali, anche gli animali “zootecnici”, come ormai stabilito da ampia giurisprudenza, e che è necessaria una nuova attenzione e una forte spinta all’applicazione di questa norma negli allevamenti intensivi del nostro Paese, dove spesso non vengono neanche applicate le norme minime di benessere e le relative sanzioni amministrative”.

Si tratta di una provvedimento estremamente significativo, perché il Tribunale del Riesame ha ritenuto che lasciando gli animali al titolare dell’ azienda agricola, sussisteva il pericolo che si ripetessero episodi di macellazione abusiva in condizione di estremo pericolo per la salute pubblica, nonché condotte integranti il reato di uccisione, tenuto conto dell’incapacità gestionale e dell’incuria perpetuata nei confronti degli animali – aggiunge Francesca Gramazio, dell’Ufficio legale della LAV – Ricordiamo che la macellazione di animali in violazione del decreto legislativo n. 333/98 può integrare il reato di uccisione di animale, secondo quanto disposto dall’art. 544 bis c.p.”.

I primi trasferimenti, fa sapere l’Associazione, cominceranno nella mattinata di giovedì, quando 40 animali saranno trasportati da Signa presso strutture idonee ad ospitarli nel Lazio e in Toscana. Per questi, come per gli altri che saranno trasferiti nei prossimi giorni, la LAV lancia un appello a candidarsi per l’affidamento, compilando il form sul sito LAV.

Per eventuali domande o chiarimenti si può scrivere a [email protected]. Se avete spazio per ospitarli, non esitate ad accogliere in famiglia queste creature che hanno vissuto fino a oggi in discariche a cielo aperto di liquami e materiale di ogni genere, tra grossi ratti, sciami di mosche carnarie e vari parassiti. Senza considerare i ripetuti ed evidenti maltrattamenti. Ora hanno bisogno di amore e cure, come qualunque altro essere vivente. Di una nuova vita. Loro sono qualcuno, non qualcosa.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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