Belgian Blue: la (non) bufala delle super mucche “mostro”

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Il mio articolo sulle cosiddette “super mucche” ha fatto, e sta facendo, molto scalpore. Nei giorni successivi alla sua pubblicazione, è stato scopiazzato, ripreso in ogni dove, strumentalizzato e tacciato di essere una panzana. E in molti, in quella che ormai è diventata una febbrile “caccia” alla bufala, mi hanno messo in bocca parole che nel testo nemmeno appaiono.

Certo, il bello del web è anche questo, almeno fin quando non si esagera. È così che accade, ad esempio, che alcuni giornali, non in grado di giustificare la loro posizione se non citando commenti presi qui e lì dagli internauti, si attacchino persino a una modifica postuma fatta con le migliori delle intenzioni – seppur ritenuta da me superflua – (l’aggiunta nella prima frase di “attraverso una selezione artificiale”, effettuata solo perché mi sembrava fosse l’unica a poter essere interpretata in maniera ambigua, soprattutto se ripresa col copia-incolla fuori dal suo contesto – proprio come avvenuto in molti siti, pagine o forum-).

Ma tralasciamo… Resta il fatto che “Bufala” è un’affermazione falsa o inverosimile”. Questi animali, invece, esistono per davvero ed è solo per via dell’uomo se hanno raggiunto questa massa abnorme. Indi, il contenuto del testo, così come il titolo, non è affatto errato (e ce ne passa prima di essere tacciato di bufala).

belgian blue2

Mi piacciono, però, le critiche costruttive, il confronto pacato e il dialogo propositivo. A chi sostiene che la selezione è ampiamente utilizzata negli allevamenti, e da secoli, anche per razze come la chianina (ma anche per i cani, per intenderci) dico, allora: è vero, avete ragione. Il punto, però, è proprio questo. Trattiamo gli animali a nostro uso e consumo, cercando di far passare tutto come normalità.

Chiariamo, una volta per tutte, di cosa stiamo parlando. Per farlo userò proprio uno dei commenti, diciamo, “negativi”, che mi sono arrivati: “la mutazione non è stata causata dall’uomo, bensì si è presentata naturalmente e l’uomo l’ha portata avanti tramite accoppiamenti mirati a conservare quel tratto genetico, in pratica un’azione simile alla selezione naturale, solo che praticata dall’essere umano a suo uso e consumo“. Appunto, che altro aggiungere?

Non ho detto assolutamente il contrario. Ma è ovvio che il mio punto di vista è quello di un’animalista, vegana e ambientalista. E, nemmeno a dirlo, è altrettanto ovvio che ho scritto questo articolo proprio per mostrare a che punto siamo arrivati. E a giudicare dallo scalpore e dall’interesse nati intorno a questo articolo, oh miei detrattori, non credo sia corretto nemmeno parlare di “scoperta dell’acqua calda”.

La Belgian Blue, o Blu Belga in italiano, è frutto di madre natura? Nella selezione naturale le mutazioni vanno avanti solo se rendono l’animale più adatto all’ambiente e all’ecosistema in cui vive. A chi mi dice di andarmi a rileggere Mendel, suggerisco, allora, di andarsi a rileggere Darwin. È ovvio che non sarebbero mai andate avanti “vacche” abnormi che hanno difficoltà di parto e patologie polmonari se l’uomo non lo avesse voluto.

Quel che mi rattrista, in tutta questa vicenda, è che in pochi abbiano dedicato un pensiero al benessere delle “Belgian Blue”, che, alla fine della fiera, era il mio obiettivo principale

Invece di guardare da dove siamo partiti, dovremmo guardare dove siamo arrivati e dove stiamo andando.

Firmato, l’autrice di (non) bufale…

Qui l’articolo incriminato: Belgian Blue: l’era delle super mucche modificate dall’uomo (video)

Foto tratta dalla pagina Bufale un tanto al chilo

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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