Addio Derek. Il piccolo camoscio salvato in Piemonte è morto per colpa dei botti di Capodanno

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Il suo giovane cuoricino non ha retto ai botti di Capodanno. C’è da contare anche il suo nome nella lista delle migliaia di creature morte nella notte a cavallo tra il 31 Dicembre e il primo Gennaio per colpa della tremenda usanza di “sparare” mortaretti, fuochi e petardi. È Derek, il camoscio salvato il 3 dicembre scorso dai cacciatori vicino a Baume, una frazione di Oulx, in Piemonte.

Aveva superato una delicatissima operazione al cervello, presso la clinica veterinaria San Michele di Lodi, specializzata in neurologia, nel tentativo di rimuovere un ascesso enorme. Si trattava probabilmente del primo intervento di questo tipo mai eseguito prima. Per questo portava il nome del famoso neurologo di Grey’s Anatomy. E Derek ce l’aveva fatta. Si era svegliato dal coma ed era tornato ad alimentarsi da solo nell’arco di poche ore. Da allora, coccolato e amato da tutti, era diventato la mascotte della clinica del Campus di Veterinaria di Guagliasco.

Derek adesso si era ripreso del tutto ed era quasi pronto a tornare libero nei boschi. Ma la notte del 31 Dicembre non ha retto allo spavento dei rumori dei botti ed è stato trovato esanime nella sua gabbietta dal professor Giuseppe Quaranta, che spiega: “Derek conosceva la doppietta e quel rumore deve avergli ricordato gli spari. La sua morte, dovuta allo stress e al trauma dei botti, non è stata immediata. Da quanto ho potuto rilevare, dev’essersi dimenato in modo sfrenato, fino a morire per sfinimento”.

Riposa in pace, piccolo Derek, vittima indifesa di uno stupido divertimento senza cuore.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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