Addio cinghiale abbattuto al mare di Pescara (VIDEO)

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Ferito a una zampa, confuso e spaventato. Forse sul lungomare fra Pescara e Montesilvano cercavi refrigerio, come ti piaceva fare in quelle paludi che oggi non esistono quasi più. Forse ti eri perso, percorrendo il fiume Saline fino al suo sbocco nel mare Adriatico. I giornali scrivono di te che hai seminato il panico tra i bagnanti.

Ma a essere terrorizzato più di tutti eri proprio tu. Alla vista dei curiosi ti sei allontanato fuggendo via, verso la pineta. Qualche ora eri nei pressi dei trabocchi di Pescara, ti sei infilato tra gli anfratti degli scogli per non farti vedere. Purtroppo, mio caro cinghiale, non c’era nascondiglio che potesse tenere.

Gli arroganti uomini, gli stessi che hanno compromesso pesantemente il tuo habitat, hanno deciso che la spiaggia era loro. Che tu lì non saresti mai dovuto neanche passare. Un cinghiale di 100 chili sta bene solo nelle salsicce e nei sughi, non sui suoi lungomare.

Così, ti hanno sparato contro. Poi ti hanno narcotizzato e infilato a forza in una gabbia. In seguito a una visita veterinaria, hanno deciso di ucciderti per via delle tue condizioni critiche.

Sei stato trattato come un criminale. Invece eri solo un animale selvatico ferito. Avevi bisogno di essere curato. O, semplicemente, di essere lasciato in pace.

La tua inutile morte nel mio cuore, caro cinghiale al mare.

Fonte

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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