Animal Instinct

Gli abusi nel canile di Memphis: video rivela la crudeltà degli accalappiatori

Scene di ordinaria follia all’interno del canile di Memphis, il MAS (Memphis Animal Shelter). Le immagini catturate dalle telecamere della struttura rivelano la violenza e gli abusi perpetrati nei confronti dei cani accalappiati, trascinati per i corridoi della struttura senza alcuna attenzione, con un guinzaglio perennemente legato alla gola. Vengono sbattuti a terra o sollevati in giro per le stanze, ancora stretti dal cappio al collo, e colpiti ripetutamente dalla porta di metallo della gabbia che li deve ospitare.

Questo raccontano inequivocabilmente i fotogrammi agghiaianti pubblicati, uno dopo l'altro, da Shirley Thistlethaite, che gestisce il blog YesBiscuit. Facendo ricorso al Freedom of Information Act, che consente l'accesso agli archivi di Stato statunitensi e a molti documenti riservati e coperti da segreto di Stato per garantire la trasparenza della pubblica amministrazione nei confronti del cittadino, la blogger animalista è riuscita a ottenere le registrazioni del circuito interno del canile, raccontando e documentando, minuto dopo minuto, le sue terribili scoperte. Tra queste, c'è spazio anche per una nota positiva: una volontaria che ha appena finito di pulire le gabbie dei gatti lascia scorrazzare i micini sul pavimento, coprendoli di coccole prima di rinchiuderli nuovamente.

Detto ciò, per il resto lo scenario è tristemente vergognoso. “Quasi tutti sono inorriditi e non capiscono come possano ancora accadere cose simili. Incomprensibile anche che nessuna denuncia sia scattata, nonostante prove tanto evidenti”, dichiara la blogger indignata, che racconta anche come un ex volontario, dopo aver viso i filmati, ha presentato le sue dimissioni via e-mail al nuovo direttore James Rogers. "Abbiamo apprezzato -risponde Roger in una mail- il vostro lavoro di volontariato nella cura degli animali del rifugio. E' con grande rammarico che ci separiamo. Tuttavia, il mio piano è quello di agire in modo rapido e correttivo", conclude il direttore, annunciando che darà presto il via a un corso di formazione sull'uso corretto del cappio metallico.

Ma per Shirley quello che si vede nei video non è un uso "improprio" del cappio, ma una vera e propria cultura dell'abuso e il fallimento di "un modello che ha dimostrato crudeltà e apatia". Perché "non si possono istruire dei mostri", spiega la blogger. Insomma, non basta un corso di formazione per gli accalappiatori per risolvere il problema. È necessario fare di meglio. Forse anche in Italia, dove troppo spesso si pensa di continuare a risolvere i problemi dei randagi mandando gli accalappiatori con quello strumento di tortura che è il cappio, continuando a rimpinguare le tasche dei gestori dei canili che hanno solo vantaggi dal numero spropositato di animali.

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Commenti 2

Ospite - bruna panizza il 26 08 2012

Gli orrori e la malvagità degli umani non conoscono confini ,sono assolutamente identici!Solo l,uomo sa essere crudele e sfogare la sua cattiveria e violenza VERSO GLI ANIMALI,creature indifese e che non hanno neppure la voce per chiedere AIUTO!!!VERGOGNA di appartenere alla stessa razza di BASTARDI!!

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Gli orrori e la malvagità degli umani non conoscono confini ,sono assolutamente identici!Solo l,uomo sa essere crudele e sfogare la sua cattiveria e violenza VERSO GLI ANIMALI,creature indifese e che non hanno neppure la voce per chiedere AIUTO!!!VERGOGNA di appartenere alla stessa razza di BASTARDI!!
Ospite - LUANA il 12 04 2013
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