Animal Instinct

Daniza, si sono riuniti i cuccioli senza piu' la mamma

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Daniza è morta e non tornerà. Lo sa tutta l'Italia, che si sta indignando compatta da Aosta a Lampedusa contro l'incapacità di gestione della vicenda, perlomeno "dubbiosa", dell'aggressione al cercatore di funghi. E forse ormai lo sanno per certo anche i suoi cuccioli, che stanotte hanno passato la seconda notte senza la mamma, con cui sarebbero rimasti fino a 3 anni. Loro, invece, hanno appena 7 mesi. Secondo quanto dichiarato dalla Provincia di Trento, uno dei due cuccioli e' stato catturato, munito di un apparato radio e liberato e potra' quindi essere seguito negli spostamenti.

Già nel mese di agosto il Corpo forestale dello Stato in una lettera indirizzata al Direttore Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Presidente dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) aveva espresso forte preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli dell'orsa "nati nell'anno e privati dell'assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio, negli itinerari da percorrere e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori".

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Si evidenziava inoltre nella lettera la "necessità di un'attenta valutazione di come, in tali circostanze, la cattura e la captivazione possano configurarsi come ipotesi di maltrattamento nei confronti dei cuccioli". Per tali ragioni il Corpo forestale dello Stato chiedeva di "considerare la possibilità di un'ulteriore approfondita riflessione sulle future scelte da mettere in atto".

Lo stesso aveva fatto il Comandante regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato Daniele Zovi che aveva indirizzato analoga nota al Presidente della Provincia Autonoma di Trento invitandolo a desistere dalla cattura. Il Dirigente esprimeva tutta "la preoccupazione del Corpo forestale dello Stato per la sorte dei cuccioli dell'orsa Daniza in caso venisse catturata e posta in captivazione".

D'altronde, non serve essere esperti per capire che i piccoli dalla madre imparano tutto: dove trovare il cibo, cosa mangiare, dove nascondersi, come individuare la tana per l'inverno, di chi aver paura. Solo dopo i due – tre anni se ne vanno via da soli.

"I cuccioli orfani di Daniza rischiano di morire di fame e di freddo (tanto più con l'inverno alle porte, i piccoli non sono abbastanza forti per procacciarsi il cibo né per scavarsi una tana), di rimanere vittime di altri predatori, inclusi gli altri orsi, perché ancora non in grado di difendersi", conferma Max A. E. Rossberg, Vice Presidente della Società Europea Wilderness, esperto in Ecoturismo e Strategie di gestione, presente oggi e domani con noi a Trento proprio per difendere gli orsi, insieme a Gudrun Pflüger, esperta di Fauna selvatica della SEW.

"Nessuno sa quante siano le chance di sopravvivenza degli orsi orfani né se resteranno insieme, ciò che è certo – prosegue Max A. E. Rossberg – è che li aspettano tremende difficoltà. Se la natura non li aveva ancora separati dalla madre, vuol dire che non sono pronti ad affrontare le sfide della sopravvivenza in ambiente non protetto. La morale è che rimuovendo brutalmente un presunto orso problematico, si creano le premesse per problemi di convivenza e di sopravvivenza, questi sì reali".

Molte le responsabilità che pendono sulla morte di mamma orsa e sul destino dei suoi cuccioli, in primis quella delle amministrazioni locali, più volte sollecitate sul fatto che il loro atteggiamento nei confronti dell'orsa era contraddittorio: da una parte hanno sviluppato negli anni un progetto di salvaguardia, tutela e di reinserimento dell'orso sul territorio e dall'altra, a seguito dell'episodio che ha coinvolto Daniza a Ferragosto, costatata la natura normale e non pericolosa del comportamento, hanno optato per la sua cattura, atto fuori da qualunque logica ecologica ed etologica.

"La seconda responsabilità è delle procure e dei magistrati locali che, nonostante siano stati invitati più volte a considerare la non pericolosità della mamma orsa, hanno deciso di rimanere sordi alle istanze che sono arrivate da più parti a chiedere che Daniza potesse continuare a vivere nel luogo in cui era stata inserita". Lo dice l'etologo Roberto Marchesini, che in una relazione inviata al Ministro Galletti in data 24 agosto aveva già sottolineato che la protezione della prole è espressione normo-comportamentale per ogni mammifero.

Costatazione, spiega Marchesini, per altro scontata anche per i non etologi. Daniza ha allontanato quello che per i suoi cuccioli rappresentava un pericolo, atteggiamento questo, legato a una precisa struttura fisiologica, metabolica, ormonale legata alla maternità. Nonostante questo si è proceduto con l'ordinanza di cattura. La terza responsabilità è quella del Ministro Galletti, di cui Marchesini chiede le dimissioni tramite una raccolta di firme, poiché con la morte di Daniza è venuto meno al suo mandato: la tutela dell'ambiente che è anche tutela degli ecosistemi del territorio.

"Rimangono ora i cuccioli di Daniza. Un cucciolo assume un comportamento idoneo nel momento in cui riceve gli insegnamenti materni, non è possibile prendere un cucciolo abbandonarlo nella foresta e pensare che in autonomia assuma un profilo comportamentale normale poiché questo è dato sia dall'espressione della genetica di specie che dall'apprendistato dato dalla relazione con la madre. Ancora una volta, l'abbandono dei cuccioli di Daniza a loro stessi è segno di una totale ignoranza da parte delle amministrazioni delle coordinate di base dell'etologia, un altro atto a dimostrazione del fatto che questi amministratori agiscano in modo scoordinato e impreciso e fuori da ogni logica", conclude l'etologo.

Che ne sarà di loro? Chi li aiuterà nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori? Quel che sappiamo è che i piccoli si sono riuniti e sono stati avvistati direttamente dai forestali. Secondo quanto dichiarato dalla Provincia di Trento, uno dei due cuccioli e' stato catturato, munito di un apparato radio e liberato e potra' quindi essere seguito negli spostamenti.

Il ministro Galletti, davvero buffo, ora fa sapere di avere a cuore la loro sorte. Resta da capire cosa succederà quando diverranno adulti, se sopravviveranno. Verranno anche loro catturati e sbattuti in una gabbia al primo grido di aiuto di un cacciatore o di uno sprovveduto cercatore di funghi? O magari, ancor prima di arrivare a questo, saranno uccisi dal narcolettico che servirà a farlo? D'altronde

Daniza non è la prima vittima della narcolessia. Era morta per arresto cardiocircolatorio dopo essere stata sedata anche la povera giraffa Alexandre. Un'orsa e una giraffa, animali così diversi uniti dallo stesso triste destino per mano dell'uomo. Eppure avevano entrambe solo voglia di vivere.

#siamotuttiDaniza

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