Animal Instinct

Romania: cani uccisi dopo 14 giorni. Approvata la legge ammazza randagi

Randagio in un canile romeno

Randagi catturati e uccisi dopo 14 giorni. La Romania approva la legge ammazza randagi, nonostante le proteste degli animalisti rumeni e di tutto il mondo.

Dopo lo stop provvisorio della Corte Costituzionale, è durata solo quattro ore la seduta della Corte Costituzionale rumena che doveva esprimersi sulla legge "ammazza randagi" approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 10 settembre. Intorno alle 11.35 (ora italiana) di oggi le agenzie hanno lanciato la notizia che ha gettato nello sconforto il mondo animalista tutto.

RITRONO AL PASSATO - "Nel giro di 2-3 anni l'Europa emanerà senza dubbio una Direttiva sugli Animali da Compagnia – dichiara la Presidente di Save the Dogs Sara Turetta – e la Romania sarà costretta a rivedere comunque questa legge barbara e senza senso. L'OMS e l'OIE hanno ripetutamente bocciato le uccisioni di massa come metodo per contenere il randagismo conclude amareggiata Turetta - ma i politici rumeni continuano volutamente ad ignorare queste indicazioni. E' un comportamento inspiegabile, destinato a far soffrire non solo milioni di cani randagi ma anche a creare enormi tensioni sociali tra gli amanti degli animali e coloro che si improvviseranno "giustizieri fai da te".

Il provvedimento riporta la Romania al 2001, quando un Decreto Legge diede il via ad una mattanza che solo a Bucarest fece 144.000 vittime, mentre a livello nazionale le cifre non sono mai state rese disponibili ma sono spaventose, visto il numero enorme di randagi presenti sul territorio. La tragica morte del piccolo Ionut, lo scorso 2 settembre, in una zona periferica di Bucarest, presumibilmente attaccato da alcuni cani randagi, aveva scatenato la reazione violenta dei media rumeni e di gran parte del mondo politico.

In meno di due giorni la legge – che da due anni giaceva incompiuta nei cassetti della Commissione Parlamentare dell'Amministrazione Pubblica – è stata rivista e portata in Parlamento, dove è passata con la grande maggioranza dei voti, annullando di fatto i passi avanti della 9/ 2008. Solo la pressione delle associazioni animaliste ha permesso che 30 senatori bloccassero l'iter facendo appello alla Corte Costituzionale, la quale oggi si è espressa e ha ritenuto "infondata la richiesta di revisione" fatta dai senatori.

L'INCONTRO ALL'AMBASCIATA - Intanto le presidenti di ENPA e Save the Dogs sono state ricevute questa mattina dall'ambasciatore di Romania in Italia Dana Constantinescu. La richiesta d'incontro è stata accolta in seguito alla lettera congiunta da parte delle due onlus e a pochi giorni dalla richiesta scritta inviata dalle Senatrici Silvana Amati, Monica Cirinnà, Manuela Granaiola e Loredana De Petris al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Ministro degli Esteri Emma Bonino, perché si interessino di tale situazione con il Governo rumeno e nelle opportuni sedi europee.

2 Incontro Ambasciata Romania

Sara Turetta e Carla Rocchi hanno consegnato le foto delle proteste che in mezza Europa si sono sollevate contro il provvedimento e hanno sottolineato il grave danno d'immagine internazionale subito dalla Romania qualora la legge venisse promulgata. "L'incontro si è svolto in un clima di estrema cordialità – commenta Turetta – e ho avuto modo di presentare in modo diffuso i principi che ispirano l'intervento della nostra associazione e i temi che stanno a cuore alle organizzazioni di tutta Europa: ho ribadito che serve un approccio integrato, che agisca contemporaneamente sui randagi e sui cani di proprietà, e una collaborazione tra le istituzioni e le associazioni animaliste".

COSA ACCADE ORA - Le consultazioni per valutare l'ammissibilità della legge da parte della Corte Costituzionale inizieranno mercoledì 25 settembre. Ma l'alternativa c'è: contro le soluzioni che prevedono la cattura e l'uccisione degli animali vaganti considerate inefficaci oltre che crudeli e inaccettabili dalle associazioni animaliste, Save the Dogs propone l'unico metodo indicato risolutivo dall' OMS nei casi di randagismo endemico: la sterilizzazione e il rilascio sul territorio e l'applicazione di una severa legislazione che regoli la detenzione dei cani da parte dei proprietari così come la loro commercializzazione.

Solo con la pressione mediatica e sociale il Governo della Romania tornerà indietro sui propri passi, ascoltando anche la voce delle migliaia dei cittadini del suo Paese che si sono ribellati a questo massacro.

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