“Uno al giorno”: il corto di Greenpeace sul carbone con musica dei Subsonica

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“Uno al giorno”: il nuovo cortometraggio prodotto da Greenpeace punta il dito verso le morti premature causate dal carbone delle centrali ENEL in Italia. Sono 366 all’anno, uno al giorno. Il corto, con la regia di Mimmo Calopresti, musica dei Subsonica e un cast d’eccezione formato da Alessandro Haber, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli, è stato presentato giovedì scorso alla Casa del Cinema di Roma in occasione dell’inizio del Festival Internazionale del Film.

Greenpeace stima anche i danni economici prodotti dalla produzione di energia da carbone: 1,8 miliardi di Euro. Secondo Greenpeace, “Il carbone è la strada più rapida e dolorosa per alterare definitivamente il clima e avvelenare ulteriormente l’aria che respiriamo.” Il protagonista del corto è la stessa ENEL, rappresentata da due suoi ipotetici dipendenti che entrano una mattina, a casa di una famiglia; lasciando una “sorpresa”.

Ma perché proprio ENEL? “Noi facciamo una battaglia contro il carbone, e ENEL, un’azienda controllata a maggioranza relativa dallo Stato italiano, è responsabile dei due terzi della produzione a carbone in Italia”, spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, che aggiunge: “Se estendiamo l’analisi alla produzione europea a carbone, abbiamo una stima di quasi 1.100 morti premature l’anno.”

“Mi ha fatto molto piacere partecipare a questo corto – ha dichiarato Alessandro Haber – E’ stata un’esperienza di grande forza etica, e forte nel risultato. Sarebbe bello se con questo corto riuscissimo a salvare delle vite.” Sandra Ceccarelli si interroga invece sulla protezione dell’ambiente e i diversi interessi: “L’interesse per la salute pubblica dov’è? Non ha senso parlare di un interesse che non sia quello pubblico. Io sono pessimista, ma voi non vi arrendete e facciamo tutto quello che si può.”

“Un entusiasmo incredibile da parte di tutti ad essere attivi e battersi – ha commentato Mimmo Calopresti- Il dato di Greenpeace è chiaro: una morte al giorno. Allora noi abbiamo una missione al giorno: dobbiamo fare tutto ciò che è possibile. E dobbiamo farlo subito. Ci dobbiamo salvare, quindi dobbiamo andare avanti su questa battaglia. Anche il cinema può contribuire: innanzitutto se entriamo in un quartiere, dovremmo lasciare qualcosa di positivo quando andiamo via. Non si può sfruttare il territorio in eterno.”

Intanto ENEL risponde diffidando Greenpeace e chiedendo la censura del corto. Da Greenpeace nessun passo indietro: “Non ci sposteremo di un millimetro”, precisa Andrea Boraschi di Greenpeace. I contenuti del corto, oltretutto, sono esattamente gli stessi del sito facciamolucesuenel.org: anche in questo caso ENEL ne aveva chiesto la chiusura, ma il giudice civile di Roma ha respinto con la seguente motivazione:il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è conforme a verità.

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