Dibattito Obama Romney: su energia una visione diversa di futuro, su clima no comment



"Ho sentito che indossa mutande magiche", pensa Homer Simpson prima di decidere per chi votare tra Obama e Romney in una nuova puntata del telefilm. Ma che cosa pensano i candidati presidenti degli Stati Uniti sulle politiche internazionali sul clima? Beh, non ci è dato di saperlo.

Ieri nell'ultimo dibattito Obama Romney si è parlato di politica estera, ma alcuni grandi temi come cambiamenti climatici, lotta alla povertà e accesso all'energia sono rimasti completamente fuori dal dibattito politico. Per la verità anche altri importanti argomenti non sono stati trattati: impressiona ad esempio che non si è fatto alcun cenno all'Europa. Sembra invece che lo show di ieri fosse diretto a un ben preciso gruppo di indecisi da convincere che gli Stati Uniti sono ancora il popolo forte, per cui a noiose dichiarazioni retoriche si sono alternate alcune stoccate, anche personali: “come una partita di fioretto”, ha commentato il giornalista di RaiNews24 Luca Boccia.

Intanto il popolo del clima chiede a gran voce che si rompa il silenzio: la campagna Climate Silence promossa da Forecast the Facts e da Friends of the Earth Action chiede ai candidati USA di parlare del loro futuro impegno per la lotta ai cambiamenti climatici, tramite un bavaglio sui profili delle pagine Facebook e Twitter. Visto il ruolo determinante che gli Stati Uniti svolgeranno nelle imminenti negoziazioni sul clima di Doha, l'opinione del futuro presidente è sicuramente importante per la politica internazionale, e le poche dichiarazioni a questo proposito non soddisfano. Sul fronte interno, invece, le posizioni sull'energia sono chiare: il repubblicano Romney ha il pieno sostegno delle lobby delle fonti fossili e preannuncia di duplicare i permessi e le licenze per le trivellazioni. Promette anche la realizzazione del contestatissimo oleodotto Keystone, che porterebbe il petrolio delle sabbie bituminose del Canada fino in Texas e afferma candidamente, nel primo faccia a faccia: “A me piace il carbone”.


Veronica Caciagli

Obama parla invece di costruire un mix energetico che comprenda le rinnovabili, con una parte di diminuzione dalla dipendenza estera tramite risorse energetiche interne ed efficienza energetica “perché è è il modo in cui possiamo ridurre la domanda e mantenere bassi i prezzi del gas”. Romney gli rinfaccia i sussidi all'energia rinnovabile, proponendo una nuova espansione basata sull'energia fossile. Obama ribatte, nel secondo dibattito, che il “piano di Romney è semplicemente permettere alle aziende petrolifere di scrivere le politiche energetiche”. Secondo Obama, “non si può produrre solo energia tradizionale, dobbiamo guardare al futuro. Per questo abbiamo raddoppiato gli standard di efficienza dei carburanti delle auto. Questo significa che a metà della prossima decade, ogni auto che comprerai, andrai due volte più lontano con lo stesso gallone di gas.” Homer Simpson vota Romney; e poi viene risucchiato...

Veronica Caciagli

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Sabato, 18 Novembre 2017