Alternative interessanti ai classici compiti per le vacanze

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Imparare d'estate anche senza i soliti compiti per le vacanze? Si può fare!

Nel mio primo post abbiamo affrontato la spinosa questione “compiti per le vacanze”. Ognuno a tal proposito ha la sua opinione: chi ritiene che durante l’estate ci si debba assolutamente esercitare per non perdere le conoscenze acquisite durante l’anno scolastico ed evitare di tornare a scuola a settembre avendo resettato tutto ciò che si era imparato, e chi invece vorrebbe che l’estate fosse un periodo da vivere senza l’incombenza dello studio, dedicandosi al gioco, alle amicizie e al movimento.

Un antico detto orientale recita: “Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Ma se faccio, imparo“. Come mai, una volta imparato come si va in bicicletta, non lo si dimentica più? Mica avrete bisogno di ripassare ogni tanto come si fa, giusto? Lo stesso vale per ogni cosa che noi impariamo, a scuola come nella vita: se legata alla manualità e al rapporto profondo con chi ci insegna, quella cosa ci rimarrà impressa per sempre nella mente. Dunque, se ciò che oggi si apprende a scuola rimanesse davvero scolpito nei cervellini dei piccoli e grandi studenti, non ci sarebbe affatto bisogno di compiti per le vacanze! L’estate sarebbe davvero un bel momento per fare altro…anche annoiarsi!

Purtroppo, però, i metodi didattici usati dalla stragrande maggioranza degli insegnanti non sono così efficaci: spesso le nozioni, apprese a scuola tramite lezioni frontali e a casa tramite i compiti, vengono fissate nella mente quel tanto che basta a “vomitarle” nel momento della verifica o dell’interrogazione. Dopodiché, tempo qualche giorno o settimana, si dimenticano quasi completamente. Ad ogni modo, sembra proprio che d’estate i bambini e i ragazzi debbano in qualche modo tenersi in allenamento con la mente. Non solo maestri e professori lo pretendono, ma anche gli stessi genitori sono preoccupati che il piacere del gioco prevalga sul dovere e che al rientro a settembre ci si possa trovare in difficoltà a riprendere il giusto ritmo.

Ci sono delle soluzioni alternative ai classici libri di esercizi per le vacanze? In rete da qualche tempo si è scatenata la corsa ai compiti per le vacanze più stravaganti, ma gli originali, unici ed inimitabili sono quelli di Echino, un giornale edito da Mammeonline, sul quale sono apparsi la prima volta dei compiti davvero speciali, come “Fare almeno una capriola al giorno” oppure “Inventare una parola alla settimana, tipo ohporcalochettina” (qui l’elenco completo).

Da Echino molti insegnanti (compresa me!) hanno preso spunto per elaborare i loro personalissimi compiti per le vacanze, poetici come quelli del prof Cesare Catà di Fermo:

“1. Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.

2. Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest’anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi

3. Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me).

4. Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.

5. Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. Provate a scrivere un diario per raccontare il vostro stato (a settembre, se vi va, ne leggeremo insieme)

6. Ballate. Senza vergogna. In pista, sotto casa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.

7. Almeno una volta, andate a vedere l’alba. Restate in silenzio e respirate. Chiudete gli occhi, grati.

8. Fate molto sport.

9. Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme (se questa va male, tornate al punto 8).

10. Riguardate gli appunti delle nostre lezioni: per ogni autore e ogni concetto fatevi domande e rapportatele a quello che vi succede.

11. Siate allegri come il sole, indomabili come il mare.

12. Non dite parolacce, e siate sempre educatissimi e gentili.

13. Guardate film dai dialoghi struggenti (possibilmente in lingua inglese) per migliorare la vostra competenza linguistica e la vostra capacità di sognare. Non lasciate che il film finisca con i titoli di coda. Rivivetelo mentre vivete la vostra estate.

14.Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.

15. Fate i bravi.”

O “pochi ma buoni” come quelli scritti da me e dai miei alunni proprio l’ultimo giorno di scuola:

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Il prof. Parodi, di cui vi ho parlato nel precedente post, non solo insegnante, ma anche padre di uno studente, ha ideato insieme a suo figlio un diario di bordo da compilare durante l’estate, in cui raccontare tutte le esperienze vissute, incollare biglietti di mostre e musei che si visitano o di spettacoli a cui si assiste, scontrini e menu dei ristoranti più indimenticabili in cui si è mangiato, foglie del bosco in cui si è passeggiato… Perché non c’è niente che possa farci imparare come ciò che si vive, si tocca, si sperimenta in compagnia di chi amiamo! Dunque, è possibile imparare d’estate, in modo divertente, dinamico e creativo, senza dover ricorrere a quegli odiosi e odiati libri di esercizi!

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