Alla scoperta di Nemo: alcune curiosità sul pesce pagliaccio

In pochi non conoscono il pesciolino Nemo, soprattutto tra coloro nella cui famiglia sono presenti bambini; beh, quel famoso pesciolino non è altro che un pesce pagliaccio.

I pesci pagliaccio (nome scientifico Amphiprion ocellaris), chiamati così proprio per i colori vivaci che li caratterizza (arancione brillante con delle striature bianche o nere) vivono nell'oceano Indiano e nel Pacifico occidentale; sono uno degli abitanti della barriera corallina. Il loro corpo è schiacciato latero-lateralmente e raggiunge una lunghezza di 9 cm (il maschio è più piccolo della femmina); presentano delle pinne arrotondate adatte a piccoli spostamenti.

Infatti il pesce pagliaccio viene anche chiamato “pesce anemone” in quanto vive in simbiosi con alcune specie di anemoni: solitamente non si allontana molto da questi e vive in piccoli gruppi su uno o più anemoni contigui. La particolarità è che gli anemoni sono solitamente letali per i pesci che, finiti nei loro tentacoli, vengono prima uccisi da un liquido urticante e poi inghiottiti, ma questo non vale per il pesce pagliaccio: quest'ultimo presenta sul proprio corpo uno strato di muco protettivo all'azione del veleno, ed in più non secerne quegli agenti chimici che attirano l'anemone; così, il pesce pagliaccio ha la possibilità di vivere tranquillamente tra i tentacoli di quest'ultimo, ripulendolo dal parassiti e riparando se stesso dai predatori, senza incorrere però in alcun rischio.

Vivono in gruppi composti da soggetti tutti maschi e da una sola femmina, la femmina dominante; ma la stranezza-particolarità di questi piccoli animali è che alla nascita sono tutti di sesso maschile, ma alla morte della femmina il suo compagno (l'unico ad essere sessualmente maturo) cambia sesso e ne prende il posto, mentre gli altri maschi slittano di un posto nella gerarchia. Il cambio sesso diventa irreversibile. Durante la riproduzione vengono deposte fino a 200-400 uova, tra le rocce o nelle conchiglie, per essere poi fecondate dal maschio; alla schiusa le larve vengono disperse dalla corrente, ma non impiegano molto tempo prima di trovare un anemone che li ospita. Stando quindi alla storia del pesciolino Nemo, rimasto orfano di madre, questo pesce pagliaccio avrebbe dovuto continuare ad essere allevato da una “mamma”, cioè il padre diventato femmina.

Per concludere, uno recente studio da Orphal Colleye ha messo in evidenza come il pesce pagliaccio sia anche un grande chiacchierone: è infatti in grado di emettere suoni con frequenza e durata diversi per rafforzare la propria identità sociale.

Veramente curiosi questi pesci pagliaccio!

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Mercoledì, 26 Luglio 2017