L’ambientalista egoista

Lo stile di vita di Vivigreen

Qualche anno fa, quando mi sono iscritta all’università, quando l’ambiente era un tema pressoché ignorato dal grande pubblico, l’ambientalista veniva spesso preso in giro e associato al famoso ecologo sulla barchetta (mi riferisco alla pubblicità di una marca di detersivi biodegradabili che vedeva un uomo grigio e barbuto remare in mezzo al lago), e non mancavano espressioni poco onorevoli del tipo “voi ambientalisti volete farci tornare a vivere sugli alberi e nelle caverne”.

Ci sono ancora tentativi di questo tipo, ma per fortuna le cose sono un po’ cambiate e veniamo visti sempre meno con disprezzo. Ovviamente mi sono sempre innervosita nel sentire cose di questo tipo, figuratevi come si innervosivano i miei compagni di corso a Scienze Ambientali orientati a diventare consulenti aziendali e a diventare il braccio destro di plasticari e inquinatori… ma questa è un’altra storia.

Io non ci sto a far passare gli ambientalisti come anacronistici hippie, abbraccialberi o ecoterroristi che venderebbero la madre pur di salvare qualche tartaruga o raro uccelletto di qualche remoto angolo di foresta pluviale. Non siamo pazzoidi visionari, perlomeno non tutti. Io ho sempre pensato invece all’ambientalista come a una persona molto egoista e pragmatica.

Vivere nelle grotte usando le candele? Fossi matta! A me piace molto guardare la TV, senza il computer non saprei più scrivere o lavorare, sto male se dimentico il cellulare a casa o peggio ancora il lettore MP3. Io godo di tutto questo e non voglio affatto rinunciarci. E, tenetevi forte, mi piace vivere in una grande città, con tutto a portata di mano. Mi piace godermi la vita, e vorrei tanto che la mia vita sia lunga e felice. E per avere tutto, vivere bene e a lungo, non posso far altro che essere ambientalista.

Non ho altra scelta. Se voglio vivere in salute, devo poter mangiare bene, bere acqua pulita, respirare aria libera da polveri sottili e altri inquinanti. Se voglio assecondare la mia pigrizia devo lasciare a casa la macchina per andare al lavoro, e quindi devo avere mezzi pubblici efficienti a disposizione. Se voglio tornare a casa e prendere l’acqua fresca dal mio frigorifero, accendere la tv o ascoltare la musica mentre scrivo al pc, oggi, domani e tra 40 anni, devo avere una produzione di energia garantita negli anni, quindi che dipenda da fonti non esauribili. Se voglio le mie comodità quotidiane e tanti piccoli oggetti che mi facilitano nella vita di tutti i giorni, devo differenziare i rifiuti e metterli nei giusti cassonetti, in modo che vengano riutilizzati per produrre nuovi oggetti, perché su questo pianeta non ci sono materie prime sufficienti per produrre sfizi e comodità all’infinito. A me pare ovvio.

Non lo faccio per Madre Natura, che è in grado di riprendersi e vivere bene, anzi meglio, anche senza la specie umana. Lo faccio per me. Sono una ambientalista egoista.

LaVivi

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