A Lima i cartelloni diventato smart

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I presupposti affinché una città diventi più “smart”, sono certamente legati alla capacità che le amministrazioni e i cittadini hanno di mettere in campo una serie di interventi che nel tempo tendono a renderle più sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. All’interno di questa idea rientra sicuramente il concetto di riprogrammazione e riuso delle risorse e delle strutture già presenti nelle città. Un esempio virtuoso che unisce un miglioramento di vita dei cittadini, lo sfruttamento di strutture esistenti ed un uso più sostenibile delle risorse è rappresentato dal progetto “UTEC Water Billboard” sviluppato a Lima.

La capitale del Perù, si trova ai margini del deserto di Atacama, ed è uno dei luoghi più aridi del pianeta. Su una popolazione totale di 7,5 milioni di abitanti, circa 700.000 persone non hanno accesso all’acqua potabile per bere e lavarsi, mentre in circa 600,000 si approvvigionano da pozzi casalinghi, dove l’acqua, non controllata, è spesso inquinata e scarsa nei mesi estivi.

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Gli ingegneri della locale Università di Ingegneria e Tecnologia (UTEC) hanno deciso di affrontare il problema inventando il “UTEC Water Billboard”, facendo un uso innovativo delle due risorse più abbondanti in città: la sua aria umida ed i cartelloni pubblicitari. Lima, la seconda capitale più grande del mondo situata in un territorio desertico, riceve meno di 2 centimetri di pioggia all’anno, nonostante ciò ha tra i più alti tassi di umidità atmosferica, con valori che possono arrivare anche a toccare il 98%.

Presso il villaggio di Bujama, l’UTEC, ha installato su un cartellone pubblicitario un sistema di condensatori, alimentati tramite le linee elettriche della città, che dall’aria umida ricava acqua, purificata attraverso il processo dell’osmosi inversa. L’acqua dopo la purificazione scorre verso il basso in un serbatoio di stoccaggio di 20 litri alla base del cartellone stesso. Ogni cartellone può produrre circa 96 litri di acqua al giorno e un semplice rubinetto permette residenti locali l’accesso all’acqua. Finanziato attraverso l’iniziativa ‘Ingenuity in Action’, il progetto ha anche lo scopo di favorire la propensione dei bambini nella zona a proseguire gli studi presso la facoltà di ingegneria.

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La riprogrammazione delle città oggi è una delle sfide che le città devono affrontare se vogliono ambire a diventare smart city. Uno sviluppo sostenibile, infatti, non può prescindere dal trovare delle soluzioni che limitino l’ulteriore consumo del suolo e adattino le strutture presenti sul territorio alle nuove esigenze, passando attraverso la rivisitazione del potenziale delle risorse esistenti e spesso sottoutilizzate.

fonte immagini UTEC

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