Il mix di pollini, polvere e inquinamento atmosferico porterà intense allergie in primavera

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Le previsioni di Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams) dal 18 marzo indicano crescenti concentrazioni di polline di betulla in alcune aree dell’Italia settentrionale, ma anche della Francia, dei paesi del Benelux, della Svizzera e della Germania meridionale

Attenzione per chi soffre di allergie! In molte zone d’Europa, compresa l’Italia, sono in rapida crescita i livelli di polline di betulla. Una concentrazione così elevata che, combinata alla scarsa qualità dell’aria, non farà altro che acuire i sintomi proprio delle allergie.

È quanto emerge dalle previsioni sul polline di Copernicus Atmosphere Monitoring Service che, dal 18 marzo, indicano crescenti concentrazioni di polline di betulla in aree della Francia, dei Paesi del Benelux, dell’Italia settentrionale, della Svizzera e della Germania meridionale.

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I granuli di polline vengono trasportati dai venti e possono percorrere lunghe distanze dal luogo sono rilasciati. Il polline di betulla colpisce molti soggetti allergici durante la primavera e i valori iniziali già elevati che si registrano in questo momento sono legati alle recenti condizioni di caldo e siccità in tutta Europa, che hanno favorito il rilascio stagionale anticipato del polline dagli alberi. 

Anche se concentrazioni di polline e inquinamento atmosferico hanno origini molto diverse, la combinazione di alti livelli di polline con la scarsa qualità dell’aria può aggravare i sintomi delle persone che soffrono di allergie. Perché? Perché alte concentrazioni di inquinanti atmosferici, compreso il particolato e i gas come il diossido di azoto e l’ozono, possono causare una varietà di impatti negativi sulla salute che colpiscono, per esempio, proprio il sistema respiratorio e possono indebolire il sistema immunitario per coloro che soffrono di condizioni preesistenti come l’asma. 

copernicus pollini

©Copernicus

Dall’inizio dell’anno ciò ha incluso i recenti episodi di polvere sahariana che ha viaggiato verso nord attraverso la penisola iberica e l’Europa, dove ha contribuito a degradare la qualità dell’aria in combinazione ad altre fonti di inquinamento. Inoltre, CAMS ha monitorato l’aumento dell’inquinamento atmosferico sull’Europa settentrionale durante le ultime due settimane di marzo, fornendo dati in tempo reale impiegabili per monitorare le osservazioni dei dati atmosferici pregressi, così come le previsioni.

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Fonte: Copernicus

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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