L’anti-social network, ecco perché questi adolescenti stanno abbandonando Instagram, Snapchat e TikTok

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Oggi può essere difficile immaginare la vita senza smartphone e senza social media. Controllare notifiche, reel, stories e quant’altro è diventato praticamente automatico. Ma lo scollamento dalla realtà è sempre, in ogni caso, in agguato. Per questo, e sembra un paradosso, sempre più adolescenti cominciano a sentirsene sopraffatti e nasce il termine “ludd” per resistere al cambiamento e alle nuove tecnologie

Si chiama Luddite Club e il nome non è campato in aria. Il suo è un modo di sabotare, letteralmente, gli smartphone e i social, esattamente come hanno fatto gli operai due secoli fa in Inghilterra con la produzione industriale. Questa volta, però, siamo negli Stati Uniti e loro sono degli adolescenti che hanno deciso di dire addio alla iper-connessione e riconciliarsi col reale.

Fondato lo scorso anno dallo studente della Edward R. Murrow High School Logan Lane, il Luddite Club si riunisce ogni settimana alla biblioteca di Brooklyn: via tutti i telefoni e spazio ad album da disegno, kit di acquerelli e romanzi, ai lavori a maglia e ai vecchi cellulari conchiglia degli anni 2000. Una meraviglia.

Tutto ciò è iniziato durante il lockdown, quando l’utilizzo dei social media ha preso per molti ragazzi una svolta preoccupante.

Mi ero completamente consumata, racconta una ragazza al New York Times.

Dopo aver eliminato Instagram e messo via il suo telefono in una scatola, ha sperimentato per la prima volta la vita in città da adolescente senza un iPhone: prendendo in prestito romanzi dalla biblioteca, ammirando i graffiti in metropolitana e non addormentandosi più al bagliore del suo telefono a mezzanotte.

Ovunque guardassimo, vedevamo gli effetti negativi dei social media manifestarsi nelle vite dei nostri amici, mentre si confrontavano costantemente con gli altri e venivano catturati dalle sfumature dell’adolescenza. Era tutto molto scoraggiante e sembrava che non ci fosse scampo.

Tutti noi viviamo “on a floating rock and that it’s all going to be OK” – dice invece Vera. Alcuni di questi ragazzi che trascorrevano ore a postare foto su Instagram ora hanno disinstallato le app di Zuckerberg. Secondo altri, questo non era abbastanza, così hanno rimesso i cellulari nelle scatole e tanti saluti ad Apple.

Eccoli i ragazzi della Gen Z, o almeno alcuni di loro. Sono nati insieme agli smartphone e forse proprio per questo noi adulti non siamo stati in grado di consegnare il giusto insegnamento. Perché? Perché ne sappiamo poco anche noi, perché la questione è sfuggita di mano anche a noi, perché non lo abbiamo voluto e adesso pretendiamo che si scollino da questi cellulari.

Ma i ragazzi lo sanno e sono forti. Camminare per strada con la testa inchiodata sullo schermo non è il massimo. Alzate lo sguardo e mangiatevi il mondo, quello reale.

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Fonte: NYT

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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