La vera regina degli scacchi ha appena costretto Netflix a patteggiare nella sua causa per diffamazione

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Tutto è cominciato l’anno scorso, quando Nona Gaprindashvili, regina – sovietica prima e georgiana poi – degli scacchi, aveva trascinato Netflix in tribunale accusandolo di sessismo e danno di immagine. Ora tutto si risolve con un patteggiamento

Campionessa del mondo femminile dal 1962 al 1978 e prima donna a ottenere il titolo di Grande maestro, Nona Gaprindashvili, classe 1941, è una leggenda in fatto di scacchi. Alla sua storia è dedicata “The Queen’s Gambit”, “La Regina di scacchi”, serie che ha letteralmente sbancato su Netflix.

La serie, vincitrice di un Emmy e basata sull’omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis, rappresenta l’ascesa dell’orfana Beth Harmon che si ritrova a battere i migliori giocatori russi degli anni ’60.

E qualcosa a Nona è andato storto e così nel settembre del 2021 ha fatto causa per diffamazione a Netflix per ben 5milioni di dollari per essere stata, assieme ai suoi risultati, offensivamente sminuita, dichiarando che quella “è stata un’esperienza insultante. È un tirare una riga sulla mia intera vita come cosa non importante”.

Questo in riferimento al fatto che, nell’ultima puntata della serie, della giocatrice georgiana viene detto che “non ha mai affrontato uomini“.

Da parte sua, Netflix si è difeso basandosi su Primo Emendamento della Costituzione americana, volto a garantire la libertà di parola e di stampa. Secondo la difesa quella frase era soltanto una licenza cinematografica inserita all’interno di un’opera “interamente di fantasia”.

Gli spettatori, secondo il colosso dello streaming, non erano in grado di riconoscere quella frase come falsa visto che, tale informazione, avrebbe dovuto presupporre una conoscenza approfondita del gioco degli scacchi negli anni ’60. Una difesa che il giudice distrettuale degli Stati Uniti non aveva accettato rigettando all’inizio del 2022 con una prima richiesta di archiviazione.

Ma ora, nove mesi dopo è arrivato il patteggiamento.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: NYT

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook