Stop alle bollette telefoniche a 28 giorni, respinto il ricorso di Fastweb

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Si è conclusa l'annosa vicenda relativa alle bollette telefoniche a 28 giorni: la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso di Fastweb. Esultano i consumatori, che adesso avranno diritto ad un rimborso

È arrivato il no definitivo alla fatturazione telefonica a 28 giorni. La Corte di Cassazione ha infatti giudicato inammisibile il ricorso presentato da Fastweb per “eccesso di potere” contro la sentenza del Consiglio di Stato relativa alle bollette a quattro settimane. La “saga” si è conclusa, quindi, con una vittoria dei consumatori, penalizzati da un pratica considerata da tempo sleale e poco trasparente.

Già nel febbraio 2020 era stato respinto l’appello della Fastweb contro il Tar del Lazio. Successivamente il tribunale aveva confermato la maxi multa dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) – pari a 1,16 miliardi di euro – per il mancato rispetto delle norme sulla cadenza mensile del rinnovo delle offerte sia per la telefonia fissa e per quella fisso-mobile. Come probabilmente ricorderete, nello stesso periodo le multe avevano colpito anche altre compagnie telefoniche come Tim, Vodafone e Wind 3.

Adesso la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell’intervento di Agcom contro l’aumento tariffario dell’8,6%, ritenuto “pregiudizievole per l’utenza”, in quanto ottenuto con la riduzione a 4 settimane del periodo di fatturazione delle offerte telefoniche.

Lo stop definitivo alle bollette a 28 euro è stato accolto con grande entusiasmo dagli utenti e dalle associaioni che si occupano di tutela dei consumatori, che portavano avanti questa battaglia da anni.

Senza dubbio è una vittoria importante, ma in questi casi non bisogna perdere di vista il nodo della questione. – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici (Centro Diritti per il Cittadino) – La fatturazione a quattro settimane è stata un’ingiustizia per i consumatori. La battaglia con le compagnie telefoniche è stata lunga e difficile, ora c’è questa sentenza della Cassazione, a cui devono seguire risposte rapide e concrete.

Rimborsi in vista per gli utenti

Ma cosa accadrà ora? La sentenza della Cassazione prevede per gli utenti il diritto al rimborso da parte delle varie aziende che ne hanno approfittato.

Le compagnie telefoniche devono rimborsare i consumatori e ci auguriamo che non ci siano più ritardi o rinvii in tal senso. – sottolinea Antonella Votta, avvocato di Codici esperta del settore Telecomunicazioni – È bene, però, considerare un aspetto. La vicenda delle bollette a 28 giorni risale a diversi anni fa.

Alcuni utenti, nel frattempo, potrebbero aver cambiato operatore oppure cessato la linea telefonica. Inoltre, alcuni operatori che non hanno impugnato in Cassazione hanno già rimborsato. La situazione è complicata ed è per questo che attendiamo da Agcom indicazioni veloci sui rimborsi.

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Fonte: Codici

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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