Caricabatteria universale: Apple non ci vuole proprio stare all’adozione dello standard unico USB-C voluto dall’UE

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A partire dal prossimo anno in Europa tutti gli smartphone dovranno avere un unico caricabatterie universale. Ma la Apple non ci sta

A partire dal prossimo anno in Europa tutti gli smartphone, indipendentemente dalla marca, dovranno avere un unico caricabatterie universale. Ma l’azienda di Steve Jobs non ci sta

Come vi abbiamo già spiegato, la Commissione Europea ha presentato qualche mese fa una proposta legislativa (Standard chargers for mobile phones) per introdurre un caricabatterie universale (ricarica comune USB-C) per tutti i dispositivi mobili: questo al fine di rendere gli accessori per caricare i cellulari intercambiabili fra loro e ridurre così l’impatto de i rifiuti elettronici sull’ambiente. Se da una parte alcuni dei principali produttori di smartphone al mondo (tra cui Samsung, Xiaomi e Huawei) hanno già adottato la porta di nuova generazione da qualche anno, per permettere ai consumatori di ricaricare i loro dispositivi con gli stessi accessori, Apple (unica azienda a produrre il connettore Lightning, utilizzabile esclusivamente per la ricarica dei suoi dispositivi) non sembra favorevole a questa uniformazione.

Apple – si legge nel comunicato dell’azienda – apprezza la proposta avanzata dalla Commissione Europea, ma teme che questa possa danneggiare i consumatori europei, rallentando l’introduzione di innovazioni vantaggiose negli standard di carica, incluse quelle relative alla sicurezza e all’efficienza energetica. Inoltre, limiterà la scelta dei consumatori europei eliminando dal mercato modelli più vecchi e più economici, aumentando così spazzatura elettronica.  

L’azienda di Steve Jobs sottolinea tre punti di contrarietà alla nuova legge UE:

  1. L’inappropriato uso di prodotti standard soffoca l’innovazione e finisce con il danneggiare anche l’obiettivo che la legge si è proposta, ovvero quella di una più ampia interscambiabilità, poiché fa riferimento a specifiche versioni di USB-C.
  2. La proposta non permette il naturale ritiro dal mercato dei dispositivi attualmente presenti, molti dei quali hanno lunghi cicli di sviluppo: cambiare i caricabatterie impatterà in modo significativo sul design del prodotto, ma anche sull’ecosistema. Se la proposta di legge prenderà piede, solo i nuovi modelli saranno adeguati ai nuovi parametri europei: di conseguenza, i consumatori saranno privati della scelta di comprare modelli più vecchi (ad un prezzo più basso) che siano compatibili con gli accessori Apple che hanno già in dotazione – con il risultato di una precoce obsolescenza di questi ultimi. L’adeguamento esclusivo dei nuovi modelli alle nuove norme, o la possibilità di godere di un periodo di transizione, permetterebbero di mitigare l’aumento non voluto di rifiuti elettronici.
  3. Infine, secondo la Apple la richiesta di specifiche informazioni da indicare sulla confezione non è chiaramente definita dalla nuova legge e potrebbe variare fra i vari paesi dell’UE, creando confusione nei consumatori.

In ogni caso, l’iter per l’approvazione della legge è ancora lungo e, fra le proposte, vi è anche quella di vendere I nuovi cellulari senza caricabatterie e altri accessori (cosa che alcuni brand hanno già iniziato a fare e che è all’attenzione di paesi come la Francia). Se anche la legge dovesse entrare in vigore, sarebbe comunque garantito alla Apple un periodo di transizione prima dell’emissione di sanzioni disciplinari.

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Fonte: European Commission

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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