Cyber sicurezza e il problema dell’antivirus russo Kaspersky, il più usato anche in Italia

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Si chiama Kaspersky Anti-Virus il programma di protezione dei computer più diffuso anche in Italia. Anche se usato largamente nella Pubblica Amministrazione è arrivato il momento di pensare (e agire) per un’autonomia dalla Russia anche sul verste digitale

Potrebbe diventare realtà un provvedimento del Consiglio dei ministri in materia di cyber-sicurezza con particolare attenzione agli antivirus e alle piattaforme usate dalla Pubblica Amministrazione. Lo stesso Franco Gabrielli, Sottosegretario di Stato con delega alla sicurezza della Repubblica, si era espresso su questo tema affermando che il nostro Paese doveva liberarsi dalla dipendenza tecnologica russa. Una misura cautelativa che non è la risposta a un malfunzionamento. Insomma una forma di prevenzione.

L’antivirus che parla russo

Si chiama Kaspersky Anti-Virus il programma della discordia largamente utilizzato da oltre 2.700 realtà tra ministeri, comuni, enti di varia grandezza e società private. L’azienda produttrice è la Kaspersky Lab fondata a Mosca nel 1997: tra i diversi soci figura Eugene Kaspersky. Il matematico si è laureato nel 1987 presso la Facoltà di matematica dell’Istituto di Crittografia, Telecomunicazioni e Informatica che sembra essere stato particolarmente legato alla KGB. L’azienda è attualmente tra le leader mondiali nel settore della sicurezza informatica ma, nonostante sia stata spostata a Zurigo la sede dei server che processano e archiviano i dati europei, i dubbi nei confronti della Kaspersky Lab restano.

Défaillance in passato

Nel 2017 l’azienda è finita nei radar dell’Agenzia federale per la sicurezza nazionale americana per il Russiagatemettendone al bando l’uso a seguito dell’accusa dell’uso gli antivirus russi da parte di hacker legati al Cremlino per spiare gli Stati Uniti. L’azienda aveva poi lanciato una campagna “trasparenza” in particolare per i centri preposti in Asia, Europa e States. Il conflitto perpetrato dai russi ai danni dell’Ucraina, i timori per i cyber attacchi e la necessità di una indipendenza generalizzata nei confronti del Cremlino riaccendono il tema della sicurezza e delle pervasività dei servizi anche di quest’azienda.

Cos’è un antivirus?

Per proteggere il computer dai virus questo tipo di programma deve accedere “in profondo” al device poiché deve poter proteggere e quindi agire su ogni file. In questo modo è possibile riconoscere la presenza di virus, trojan, worm e altri malware. Il pericolo, nello specifico, riguarda i pacchetti di dati che “viaggiano” e si scambiano tra i computer e i server perché, si ipotizza, potrebbero diffondersi dei software malevoli creati in terra russa.

Cybersec_EU

Esistono alternative?

Sono molte le aziende che sviluppano antivirus ma sono spesso anche in Paesi dove la questione “sicurezza e cyber-attacchi” è particolarmente delicata. Esistono alternative europee. Il più noto è sicuramente quello sviluppato in terra ceca, l’Avast, ma ne esistono molti altri: tra questi il finlandse F-Secure (Finlandia), il tedesco G-Data, il romeno Bitdefender, e quello italiano Vir.It made in Padova. La cosa migliore sarebbe comunque quella di adottare una soluzione europea per un’autonomia digitale effettiva. E infatti dal 2020 è iniziato un percorso per la costituzione e definizione di un’Unità informatica congiunta europea sotto la guida della Commissione Europea.

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FONTI: Commissione eu – Unità informatica congiunta;

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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