Ci aspetta un weekend di aurore boreali (da vedere almeno in foto e video)

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Ci aspetta un week-end di aurore boreali grazie ad un evento geomagnetico che si è registrato lo scorso 18 gennaio

Qui siamo lontani dai poli ma potremmo comunque godere (se tutto procede come nelle previsioni) di spettacolari immagini: ci aspetta un week-end di aurore boreali grazie ad un evento geomagnetico che si è registrato lo scorso 18 gennaio.

I meteorologi del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) suggeriscono che uno degli eventi chiamati CME (espulsione di massa coronale) passerà vicino alla Terra in questi giorni, probabilmente oggi 22 gennaio o domani 23. Come riporta il sito del NOAA  potrebbero esserci anche dei problemi ai satelliti.

Cosa si intende per CME e cosa è avvenuto il 18 gennaio 2022

CME è l’acronimo inglese di ‘espulsione di massa coronale’, ovvero l’emissione di materiale solare sotto forma di plasma, costituito principalmente da elettroni e protoni e trascinato dal campo magnetico della corona.

Lo scorso 18 gennaio si è registrato un brillamento solare di classe M1.5. Tenendo conto che questi eventi sono classificati in ordine crescente di potenza A, B, C, M e X e che ogni classe è 10 volte più potente della precedente, un evento di classe M è considerato di medio-intensa potenza. Tra l’altro a loro volta le classi sono suddivise in “sottoclassi” con numeri da 1 a 9, quindi M1.5 è un evento significativo.

I sistemi satellitari possono sperimentare una carica significativa con conseguente aumento del rischio per i sistemi satellitari – spiega il NOAA – L’impatto potrebbe innescare aurore luminose all’interno del Circolo Polare Artico

aurore boreali 21-22 gennaio 2022

©spaceweather.com

Cosa sono le aurore boreali (e australi) e perché in questo weekend potrebbero verificarsi

L’aurora boreale (così come l’analoga dell’altro emisfero, quella australe) è tra gli spettacoli naturali più emozionanti che esistono: luci colorate cangianti e in movimento appaiono in cielo, purchè terso e lontano da fonti di luce artificiale, offrendo a chi ha la fortuna di assistere un vero e proprio show.

Le aurore nascono perché le particelle cariche provenienti dal sole, che possono essere rilasciate sia dal vento solare che dalle violente eruzioni note come espulsioni di massa coronale, si scontrano con la nostra atmosfera. Parte di questo materiale solare raggiunge la Terra dopo un paio di giorni, e, incontrando l’atmosfera superiore, innesca reazioni con alcuni gas, con emissione di luce.

I diversi colori delle aurore dipendono dai gas coinvolti e dalla loro altezza nell’atmosfera. L’ossigeno si illumina di colore giallo-verde a circa 100 km di altezza (l’aurora verde è di gran lunga quella più frequente) e rosso ad altitudini più elevate, ad esempio, mentre l’azoto emette luce blu o rosso-porpora.

Poiché l’intensità del campo magnetico terrestre è un fattore chiave e proprio a causa del fatto che questo è più forte ad alte latitudini, il fenomeno avviene vicino ai poli, diventando via via meno probabile man mano che ci si avvicina all’equatore.

Leggi anche: Come nascono le aurore boreali? Svelato finalmente il segreto della loro origine

L’espulsione di massa coronale del 18 gennaio sarà dunque il motore di questo show, che attendiamo impazienti proprio in questi giorni (anche se non si verificherà alle nostre latitudini).

Non vediamo dunque l’ora di ammirare almeno le immagini e i video che i più fortunati riprenderanno mentre potranno godere dal vivo di questi spettacoli unici.

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Fonti: spaceweather.com / NOAA  

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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