Scoperta sorprendente nello spazio! Individuato un buco nero che genera stelle invece di divorarle 

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Non tutti i buchi neri sono distruttivi. In una galassia lontana un team di astronomi ha scoperto un buco nero che genera stelle

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Non tutti i buchi neri sono distruttivi! In una galassia lontana un team di astronomi ha appena scoperto un buco nero che genera stelle invece di inghiottirle

I buchi neri vengono solitamente descritti come i corpi celesti più distruttivi dell’universo. Ma gli scienziati sono stati costretti a ricredersi su questi oggetti misteriosi, che affascinano l’uomo da decenni. Ebbene sì, gli scienziati hanno da poco individuato un buco nero nel cuore di una galassia molto lontana, che sta contribuendo alla formazione delle stelle, invece di “inghiottirle”.

La sorprendente è stata oggetto di uno studio guidato dalla Montana State University e pubblicato qualche giorno fa sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. I dati sono stati ottenuti usando il telescopio spaziale Hubble della NASA.

La galassia in questione si chiama Henize 2-10, è classificata come nana per via delle sue ridotte dimensioni, e si trova a circa 30 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione meridionale della Bussola.

“Sapevo dall’inizio che qualcosa di insolito e speciale stava succedendo al buco nero Henize 2-10, e ora Hubble ha fornito un quadro molto chiaro della connessione tra il buco nero e una vicina regione di formazione stellare a 230 anni luce di distanza”, ha dichiarato Amy Reines, docente di astrofisica alla Montana State University (USA) e autrice principale della ricerca.

Già un decennio fa questa galassia era finita al centro di un dibattito fra esperti che ipotizzavano che anche le galassie nane fossero in grado di ospitare buchi neri supermassicci.

“Dieci anni fa, da studentessa laureata pensavo che avrei dedicato la mia carriera alla formazione stellare, poi ho guardato i dati di Henize 2-10 e tutto è cambiato” continua la professoressa Reines, che già nel 2011 aveva pubblicato le prime prove dell’esistenza di un buco nero nella galassia.

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I dettagli della scoperta

La connessione appena  individuata si manifesta come una corrente di gas che si estende attraverso lo spazio verso un luminoso vivaio stellare, una sorta di cordone ombelicale. I dati rilevati da Hubble mostrano che la corrente si muove a circa un milione e mezzo di chilometri all’ora, e che urtando contro il gas denso “schizza” materiale in ogni direzione, un po’ come fa l’acqua uscendo da un tubo da giardino quando colpisce il terreno.

A soli 30 milioni di anni luce di distanza, Henize 2-10 è abbastanza vicina da permettere a Hubble di catturare sia le immagini che le prove spettroscopiche di un deflusso di un buco nero in modo molto chiaro. – evidenzia Zachary Schutte, ricercatore presso la Montana State University e co-autore dello studio – L’ulteriore sorpresa è stata che, invece di sopprimere la formazione stellare, la corrente di gas sta innescando la nascita di nuove stelle.

Ciò che accade in questa galassia nana è infatti l’opposto di ciò che avviene in quelle più grandi, in cui il materiale che cade verso il buco nero viene attirato dai campi magnetici circostanti, formando getti di plasma che si muovono a velocità vicine a quella della luce, così caldi da rendere impossibile la formazione delle stelle. Ma, visto che la galassia nana Henize 2-10 ha un buco nero meno massiccio, e quindi un getto decisamente più lento, il gas viene compresso quel tanto che basta per dar vita alla formazione stellare.

buco nero galassia nana

@Montana State University/Nature

Un nuovo stimolo per la ricerca sui buchi neri e le galassie nane

Adesso il team di astronomi ha in programma di condurre ulteriori ricerche sui buchi neri delle galassie nane in modo da offrire una risposta al mistero di come i buchi neri supermassicci si siano formati nell’universo primordiale.

Infatti, le galassie nane come Henize 2-10 offrono indizi molto promettenti perché, invece di crescere e fondersi (come avvenuto per la Via Lattea) continuano a restare di dimensioni ridotte, nonostante sia passato parecchio tempo dalla loro formazione.

L’era dei primi buchi neri non è qualcosa che siamo in grado di vedere, quindi questa è diventata davvero la grande domanda: da dove vengono? – conclude la professoressa Reines – Le galassie nane potrebbero conservare qualche memoria dello scenario di formazione dei buchi neri, che altrimenti è andato perduto nel tempo e nello spazio.

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Fonti: NASA/Nature

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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