Il razzo di Space X colpirà la Luna il 4 marzo

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Il booster Falcon 9, lanciato dalla Florida nel 2015 per portare in orbita il satellite Deep Space Climate Observatory del NOAA, ha seguito quella che gli esperti definiscono un'orbita "caotica" 

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Un razzo Falcon 9 della SpaceX, società spaziale di Elon Musk, è in rotta di collisione con la Luna. Si tratta di un booster originariamente lanciato dalla Florida, nel febbraio 2015, come parte di una missione interplanetaria per inviare un satellite meteorologico spaziale in un viaggio di un milione di miglia.

Ma dopo aver completato una lunga combustione dei suoi motori e aver inviato il Deep Space Climate Observatory della NOAA, l’Amministrazione nazionale per l’oceano e l’atmosfera,  in viaggio verso il punto di Lagrange – una posizione neutrale alla gravità quattro volte più lontano della Luna e in linea diretta con il sole – il secondo stadio del razzo è andato alla deriva, trasformandosi in “spazzatura spaziale” dalla rotta imprevedibile.

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Pur essendo lontano abbastanza perché il carburante residuo lo potesse riportare nell’atmosfera terrestre, questo era anche insufficiente a resistere alla gravità del sistema Terra-Luna, ha spiegato il meteorologo Eric Berger al The Guardian. Quindi ha seguito un’orbita un po’ caotica da febbraio 2015.

Gli osservatori spaziali ritengono che il razzo – circa quattro tonnellate di “spazzatura spaziale” – stia per intersecarsi quindi con la Luna a una velocità di circa 2,58 km/s e ciò accadrà nel giro di poche settimane. Secondo la stima degli esperti, la collisione potrà avvenire il prossimo 4 marzo, anche se non si sa in che punto del satellite terrestre né se sarà osservabile dalla Terra.

I Falcon 9 sono a oggi i razzi di maggior successo di SpaceX e del suo CEO Elon Musk. Sono formati da due parti: il primo stadio, alto circa 40 metri e con i nove motori Merlin, che spinge il secondo stadio e il carico montati sulla sua sommità oltre l’atmosfera terrestre, il secondo stadio, che è alto circa 20 metri, ha un solo motore Merlin calibrato per funzionare nell’ambiente spaziale e per spingere il carico verso l’orbita di destinazione.

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Fonte: The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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