La Luna si allontana da noi (ma nessun pericolo), lo spettacolare video dell’Agenzia spaziale italiana

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La Luna, 2.5 miliardi di anni fa, era 60mila km più vicina. Infatti, da quando la missione Apollo 11, nel 1969, ha installato pannelli riflettenti sul nostro satellite, sappiamo che questo si allontana dalla Terra 3,8 centimetri all’anno, ma così i conti non tornano. Lo spiega l’Agenzia spaziale italiana (ASI) in un video spettacolare sui dati di un recente studio

La Luna si sta allontanando da noi (ma tutti tranquilli, è normale): 2.5 miliardi di anni fa, in particolare, era 60mila km più vicina. Infatti, da quando la missione Apollo 11, nel 1969, ha installato pannelli riflettenti sul nostro satellite, sappiamo che questo si allontana dalla Terra 3,8 centimetri all’anno, ma i conti non tornano.

La Luna si allontana, è vero, ma se aggiungiamo davvero 3,8 centimetri all’anno otteniamo una collisione Terra-Luna 1,5 miliardi di anni fa. Ma la luna si è formata circa 4,5 miliardi di anni fa, il che significa che l’attuale tasso di recessione non è quello passato.

Di recente abbiamo scoperto il luogo perfetto per scoprire la storia a lungo termine della nostra luna – scrivono su The Conversation Joshua Davies (Université du Québec à Montréal) e Margriet Lantink (University of Wisconsin-Madison) – E non deriva dallo studio della luna stessa, ma dalla lettura di segnali negli antichi strati di roccia sulla Terra

Tale luogo è il bellissimo Karijini National Park nell’Australia occidentale, dove alcune gole tagliano sedimenti stratificati di 2,5 miliardi di anni, in particolare formazioni di ferro fasciato, comprendenti strati distintivi di minerali ricchi di ferro e silice, un tempo ampiamente depositati sul fondo dell’oceano e ora trovati sulle parti più antiche della crosta terrestre.

Le esposizioni delle scogliere a Joffre Falls mostrano come strati di formazione di ferro bruno-rossastro spessi poco meno di un metro siano alternati, a intervalli regolari, da orizzonti più scuri e sottili.

Tali variazioni potrebbero essere correlate ai cambiamenti climatici passati indotti dai cosiddetti ‘cicli di Milankovitch’, piccole modificazioni periodiche nella forma dell’orbita terrestre e nell’orientamento del suo asse che possono influenzare la distribuzione della luce solare ricevuta dalla Terra nell’arco di anno.

In questo momento, i cicli dominanti di Milankovitch cambiano ogni 400.000 anni, 100.000 anni, 41.000 anni e 21.000 anni – spiegano i ricercatori – Queste variazioni esercitano un forte controllo sul nostro clima per lunghi periodi di tempo

Combinando i dati a disposizione o ricavabili da queste rocche, gli studiosi hanno scoperto che queste tali cicliche avvenivano ogni 11mila anni e che quindi 2,5 miliardi di anni fa la Luna era 60mila chilometri più vicina alla Terra e un giorno terrestre durava più o meno 17 ore.

Resta quindi, ancora molto da comprendere – conclude l’Asi – Intanto, questi dati concreti sull’evoluzione del nostro sistema solare sono cruciali per ottenere nuovi modelli del sistema Terra-Luna più vicini alla realtà

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Fonti: The Conversation / AsiTV/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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