La Cina ha trovato sulla Luna un nuovo materiale e una possibile fonte di energia pulita

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

A caccia di energia (anche) sulla Luna: gli scienziati cinesi hanno trovato sul nostro satellite una grande quantità di elio-3, combustibile ideale per le future centrali a fusione nucleare. La missione Chang’e ha inoltre identificato il sesto nuovo minerale lunare, che hanno chiamato Changesite—(Y)

Le risorse sulla Terra scarseggiano e andiamo a cercarle anche altrove: in un comunicato congiunto la China National Space Administration e la China Atomic Energy Authority hanno annunciato di aver trovato sul suolo lunare una grande quantità di elio-3 combustibile ideale per le future centrali a fusione nucleare, nonché il sesto nuovo minerale lunare, che hanno chiamato Changesite—(Y).

Entrambe le scoperte sono frutto della missione Chang’e, lanciata il 24 novembre dal Wenchang Space Launch Center nella provincia di Hainan nella Cina meridionale, e atterrata con successo sulla luna il 1° dicembre, classificandosi come la terza navicella spaziale al mondo ad atterrare sulla superficie lunare nel XXI secolo dopo i suoi due predecessori cinesi Chang’e 3 e 4.

Gli scienziati hanno misurato il contenuto e le caratteristiche dell’elio-3 identificato sul suolo lunare nei campioni di Chang’e 5: si stima che ci siano da 15 a 20 tonnellate di elio-3 sulla Terra che possono essere sfruttate dall’umanità, ma secondo gli esperti la riserva di questa sostanza sulla luna potrebbe essere di almeno 1 milione di tonnellate.

Il nuovo materiale è stato invece identificato dagli scienziati del Beijing Research Institute of Uranium Geology da campioni di superficie restituiti dalla missione, quindi certificato dall’International Mineralogical Association (curiosità: da poche ora la voce è stata anche aggiunta su Wikipedia).

nuovo minerale luna missione cina

©China National Space Administration

La Changesite-(Y) è una merrillite lunare (a base di fosfato di calcio), ed è stata ritrovata sotto forma di una particella monocristallina con un diametro di 10 micron, quindi separata manualmente dai ricercatori da oltre 140.000 minuscole particelle e analizzata con una serie di metodi mineralogici avanzati.

La scoperta del nuovo minerale aiuterà i ricercatori nei loro studi sulla storia e sui tratti fisici della luna.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: China National Space Administration

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook