La Nasa vuole usare l’energia nucleare per le sue missioni sulla Luna e su Marte

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La Nasa vuole sviluppare un sistema a fissione nucleare per andare sulla Luna (prima e su Marte (in seguito)

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La Nasa vuole sviluppare un sistema a fissione nucleare per andare sulla Luna e su Marte. La tecnologia dovrebbe essere impiegata per le prossime missioni spaziali verso il nostro satellite (prima) e il Pianeta Rosso (in seguito).

Entro il 19 febbraio 2022 i possibili investitori possono manifestare interesse alla progettazione iniziale di un sistema FSP (Fission Surface Power) come fonte di energia, successivamente si cercheranno partner industriali per progettare un sistema di alimentazione di superficie a fissione pronto per il volo. Il progetto FSP è sponsorizzato dalla Nasa stessa in collaborazione con l’Idaho National Laboratory (INL).

Stabilire una fonte di energia durevole, ad alta potenza e indipendente dal sole per le missioni della Nasa sulla Luna entro la fine del decennio, nonché potenziali missioni successive

questo l’obiettivo del progetto, come riporta la Battelle Energy Alliance che gestisce l’INL.

Solo una follia? In realtà la bozza di richiesta sembra aver riscosso un notevole interesse da parte dell’industria, soprattutto perché la tecnologia dovrebbe funzionare indipendentemente dalle condizioni ambientali sulla Luna e su Marte.

Il feedback e l’entusiasmo che continuiamo a vedere per i sistemi nucleari spaziali sono stati molto eccitanti, e comprensibilmente – riferisce Sebastian Corbisiero, responsabile del progetto Fission Surface Power presso INL – fornire un sistema affidabile e ad alta potenza sulla Luna è un passo fondamentale nell’esplorazione umana dello spazio e raggiungerlo è alla nostra portata.

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©Nasa

Il sistema potrebbe fornire fino a 10 kilowatt di energia elettrica, abbastanza per soddisfare le richieste energetiche di diverse famiglie medie, ininterrottamente per almeno 10 anni e quattro unità potrebbero fornire abbastanza energia per alimentare operazioni robuste sulla Luna e su Marte, come aveva dimostrato l’esperimento Kilopower Reactor Using Stirling Technology (Krusty), condotto a maggio 2018).

L’abbondanza di energia sarà la chiave per la futura esplorazione dello spazio – sostiene Jim Reuter, amministratore associato della direzione della Nasa Space Technology Mission Directorate, che finanzia il progetto – Mi aspetto che i sistemi di alimentazione di superficie a fissione avvantaggeranno notevolmente i nostri piani per le architetture energetiche per la Luna e Marte e guidino l’innovazione per gli usi qui sulla Terra.

Che è quello che ci preoccupa di più…

La richiesta di manifestazione di interesse è disponibile a questo link.

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Fonti: Idaho National Laboratory / Nasa

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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