Golden Record: la Nasa vuole presentarci agli alieni con 116 immagini contenute in questo disco

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Se dovessimo mai incontrare gli alieni (o meglio, se altre forme di vita dovessero intercettare le sonde Voyager) la Nasa presenterebbe l’Umanità con 116 immagini, raccolte in un video di 5 minuti, il ‘Golden Record’, narrato dall’astronomo Carl Sagan che fece parte del progetto di spedizione negli anni ‘70

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A Voyager 1 e Voyager 2 il compito di presentarci agli alieni: se altre forme di vita dovessero intercettare le sonde potrebbero avere un’idea dell’Umanità sulla Terra. La Nasa ha selezionato infatti 116 immagini da tutto il materiale fotografico raccolto dalle sonde che rappresenta, in un certo senso, la nostra storia. Tutto in un video di 5 minuti, il ‘Golden Record’, prodotto nel 2012 e narrato dall’astronomo Carl Sagan che fece parte del progetto di spedizione negli anni ‘70.

Il disco (di rame placcato oro da 12 pollici) è l’Umanità in 116 immagini codificate in forma analogica che descrivono la conoscenza scientifica, l’anatomia e le attività umane e l’ambiente terrestre, tutte in bianco e nero tranne 20, in più saluti vocali in più di 50 lingue, una raccolta di suoni dalla Terra e quasi 90 minuti di musica da tutto il mondo (ma mancano i Beatles).

nasa golden record

©Nasa

Pioneers  10 e 11, che hanno preceduto la Voyager, portavano entrambi piccole placche di metallo che identificavano il loro tempo e il loro luogo di origine a beneficio di qualsiasi altro viaggiatore spaziale che potesse trovarli in un lontano futuro – scrive la Nasa – Con questo esempio davanti a loro, la Nasa ha messo un messaggio più ambizioso a bordo di Voyager 1 e 2, una specie di capsula del tempo, destinata a comunicare una storia del nostro mondo agli extraterrestri”

Nel video, che potrebbe essere l’unica memoria della specie umana in 5 miliardi di anni, si vedono pianeti del sistema solare, paesaggi, opere artistiche, esseri umani e moltissimi teoremi matematici, con l’obiettivo di riassumere i modi di vita e gli ambienti che componevano il pianeta Terra se un giorno questo disco dovesse essere scoperto da altre entità oggi poco conosciute, alieni inclusi.

Fermo restando che per cosa sia davvero stato l’uomo per il Pianeta Terra, ai posteri l’ardua sentenza.

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Fonti: Nasa /  Vox / Vox/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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