“Largo al re del Sistema Solare!”: il telescopio spaziale Webb ci regala dettagli di Giove mai visti prima

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Si vede nei dettagli anche la famosa Grande Macchia Rossa: grazie al telescopio spaziale Webb della Nasa, Giove, il Gigante gassoso del Sistema Solare, è ancora più splendente ai nostri occhi. Queste osservazioni forniranno agli scienziati ancora più indizi sulla vita di questo straordinario pianeta

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Vi presentiamo Giove nel suo splendore: il telescopio spaziale Webb della Nasa ci regala i dettagli del Gigante gassoso, inclusa la famosa Grande Macchia Rossa. Gli stessi astronomi sono stupefatti della risoluzione delle immagini, che ora forniranno loro ancora più indizi sulla vita del pianeta.

Le due immagini provengono dalla Near-Infrared Camera (NIRCam) dell’osservatorio, dotata di tre filtri a infrarossi specializzati che mostrano i dettagli del pianeta. Poiché la luce infrarossa è invisibile all’occhio umano, la luce è stata mappata sullo spettro visibile. Generalmente, le lunghezze d’onda più lunghe appaiono più rosse e le lunghezze d’onda più corte sono mostrate più blu.

giove telescopio spaziale webb

©NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; elaborazione di Judy Schmidt

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©NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; elaborazione di Judy Schmidt

Combinando diverse immagini di Webb, si vedono le aurore che si estendono ad alta quota sia sopra il polo settentrionale che quello meridionale di Giove e brillano in un filtro mappato su colori più rossi che evidenzia anche la luce riflessa dalle nuvole inferiori e dalle foschie superiori.

Un filtro diverso, mappato su giallo e verde, mostra invece foschie che turbinano attorno ai poli nord e sud. Infine un terzo filtro, mappato sul blu, mostra la luce riflessa da una nuvola più profonda.

La Grande Macchia Rossa, famosa tempesta così grande da poter inghiottire la Terra, appare bianca in queste viste, così come altre nuvole, perché riflettono molta luce solare. Grazie al telescopio Webb sappiamo inoltre che questa ha foschie ad alta quota, così come la regione equatoriale.

In una visione ad ampio campo, Webb vede Giove anche con i suoi deboli anelli, un milione di volte più deboli del pianeta, e due minuscole lune chiamate Amaltea e Adrastea. Immagini che per dettaglio superano tutto quello che era stato visto e scoperto finora.

Leggi anche: Giove come non lo abbiamo mai visto: gli scienziati catturano straordinarie immagini del gigante gassoso

Non ci aspettavamo davvero che fosse così bello, ad essere onesti – riferisce Imke de Pater, che ha condotto le osservazioni di Giove con Thierry Fouchet nell’ambito di una collaborazione internazionale per il programma Early Release Science di Webb – È davvero straordinario poter vedere i dettagli su Giove insieme ai suoi anelli, piccoli satelliti e persino galassie in un’immagine

Ma per avere tutto ciò è necessario un enorme lavoro di “traduzione”. Infatti i dati provenienti da telescopi come Webb non arrivano sulla Terra già così come vediamo: costituiscono un set di informazioni sulla luce sui rivelatori di Webb, che poi arrivano allo Space Telescope Science Institute (STScI), la missione e il centro operativo scientifico di Webb.

Qui si elaborano per l’analisi e infine il tutto passa all’Archivio Mikulski per i telescopi spaziali. Infine gli scienziati poi traducono queste informazioni in immagini come queste nel corso della loro ricerca.

Mentre un team di STScI elabora formalmente le immagini Webb per il rilascio ufficiale, gli astronomi non professionisti spesso si immergono nell’archivio pubblico dei dati per recuperare ed elaborare anche le immagini. In questo caso dobbiamo molto a Judy Schmidt di Modesto California.

Largo al re del sistema solare!

scrive la Nasa su Twitter.

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Fonti: Nasa / Nasa/Twitter

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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