La Terra vista dallo spazio: Copernicus Sentinel-2 ci mostra la sede della COP27

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I satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea mostrano la bellezza di Sharm-el-Sheikh, visibile anche dallo spazio, e accendono i riflettori sulla crisi climatica in atto

Osservare Sharm El-Sheikh, sede della COP27 che si chiude oggi, ma dallo spazio: è possibile grazie agli “occhi” di Copernicus Sentinel-2, il satellite di ESA, l’Agenzia Spaziale Europea che ha scattato immagini e raccolto video di uno dei territori naturali più suggestivi al mondo per farceli vedere – è il caso di dirlo – da tutta un’altra prospettiva.

Sharm El-Sheikh è una località turistica egiziana sulla punta sud-est della penisola del Sinai, sulla fascia costiera lungo il Mar Rosso, collegato al Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez (uno dei corsi d’acqua più trafficati del mondo).

Come si può vedere dalle immagini (le trovate nel video in fondo a questo articolo), la zona offre la possibilità di immergersi per ammirare preziose barriere coralline, ricche di pesci e altri animali marini. Dall’alto, possiamo apprezzare diverse sfumature di azzurro nell’acqua, che arrivano fino al bianco: esse rappresentano la profondità dell’acqua, con le aree più chiare mostrano acque più basse rispetto alla vasta distesa di blu intenso/turchese.

Con le sue osservazioni dallo spazio, ESA ha portato ai lavori della COP27 un’altra prospettiva della crisi climatica in atto: l’uso di immagini e dati satellitari, infatti, permette di monitorare “dall’alto” i progressi ottenuti con gli impegni sottoscritti dai vari Paesi per limitare il riscaldamento globale, come sancito dagli Accordi di Parigi sul Clima (2015).

In particolare Il satellite Copernicus Sentinel-5P si è rivelato fondamentale nell’attuazione dell’ambiziosa iniziativa MARS (Methane Alert and Response System), un progetto che ha come obiettivo quello di intensificare gli sforzi globali per rilevare e agire sulle principali fonti di emissioni e accelerare l’attuazione del Global Methane Pledge.

Il Global Methan Pledge (letteralmente, l’impegno globale per il metano) è un’iniziativa internazionale per ridurre le emissioni globali di metano di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030. Questo porterebbe a ridurre l’aumento delle temperature globali di oltre 0,2 °C entro il 2050.

In qualità di osservatori ufficiali della COP27, i rappresentanti dell’ESA hanno partecipato alla Conferenza delle Parti per evidenziare il valore delle osservazioni spaziali non solo per la comprensione scientifica dei fenomeni climatici, ma anche e soprattutto per guidare azioni concrete di tutela dell’ambiente naturale e della biodiversità.

Leggi il nostro Speciale COP27.

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Fonte: ESA

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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