Trovate tracce in vasi e recipienti preistorici: il primo studio del suo genere rivela cosa mangiavamo 5mila anni fa

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Un nuovo studio ha esaminato antichissimi recipienti indiani dell'età del Rame e del Bronzo, trovandovi delle tracce di cibo che forniscono agli esperti maggiori informazioni su quali alimenti venivano coltivati, consumati e cucinati assieme al tempo

Come conservare al meglio le fragole

Nell’attuale Stato indiano occidentale del Gujarat un team di ricercatori internazionali ha analizzato dei reperti archeologici, tra cui piatti, vasi, coppe e pentole, della Preistoria risalenti all’età del Rame e del Bronzo e vi hanno trovato all’interno delle tracce di alimenti.

Le molecole grasse ed i resti microscopici di piante come amido e fitoliti – strutture di silice depositate in molti tessuti vegetali – vengono incorporate nei vasi e possono sopravvivere per lunghissimi periodi”

ha detto la dottoressa Akshyeta Suryanarayan, uno dei coautori dello studio che è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Ecology and Evolution. I ricercatori hanno condotto delle analisi su 11 recipienti di  4200-4000 anni fa del sito archeologico di Shikarpur e 27 dell’area di Datrana e Loteshwar che sarebbero stati invece realizzati tra il tra i 5300 ed i 4300 anni addietro e hanno scoperto che i nostri antenati consumavano una grande varietà di cibo.

I risultati suggeriscono infatti che gli esseri umani dell’India preistorica tendessero molto a combinare tanti alimenti differenti insieme, mischiandoli e consumandoli come una sorta di pasto unico.

E’ inoltre plausibile che le persone seguissero una alimentazione varia perché si procacciavano il cibo in vario modo, coltivando dei cereali, allevando il bestiame, facendo degli scambi o raccogliendo frutti in natura. In alcuni vasi del sito di Datrana, ad esempio, sono state rinvenute tracce di grano, orzo e segale, così come delle erbe, che però non sono originarie del Gujarat, ma apparterrebbero ad altre civiltà della valle dell’Indo.

In altri recipienti invece le analisi hanno mostrato tracce di acidi grassi che sembrerebbero sorprendentemente provenire da maiali, conigli ed uccelli, ma finora nei siti archeologi erano state trovate solo ossa di bovini, pecore, cervi e antilopi. Nel 22% dei vasi analizzati vi erano firme isotopiche coerenti con il grasso dei ruminanti, ma invece tracce di pesce o latticini sono completamente assenti.

Molto inaspettato è stato anche scoprire che il passaggio tra le varie età dei Metalli e lo sviluppo di nuovi utensili non pare abbia cambiato il modo in cui gli abitanti dell’area cucinassero le proprie pietanze.

Fonte: Frontiers in Ecology and Evolution

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Leggi anche:

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook