Questi strani segni nei denti delle scimmie giapponesi potrebbero riscrivere la storia dell’evoluzione umana

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Un gruppo di archeologi della Univeristy of Otago e del Sir John Walsh Research Institute, in collaborazione con altri esperti giapponesi, ha rinvenuto dei particolari segni sui denti di macachi giapponesi dell’isola di Koshima che erano stati osservati anche su alcuni denti umani dei nostri antenati di Neanderthal, ma in quest’ultimo caso si era pensato che questi erano “unici nel loro genere” e collegati all’uso di strumenti per alleviare il dolore o per la fabbricazione di indumenti, insomma abilità evolute che solo l’uomo sarebbe stato in grado di sviluppare, fino ad oggi.

Adesso che però queste scanalature atipiche, comprese le striature visibili sui denti superiori e all’interno dei denti inferiori, sono state osservate pure nei denti dei primati, gli archeologi stanno valutando l’ipotesi di riconsiderare la versione dell’evoluzione umana, notando sempre più somiglianze con le abitudini di altri esseri viventi del regno animale.

denti scimmie uomo

@Ian Towle, John C. Willman – University of Otago

Per quanto riguarda i macachi, gli esperti si chiedono quale spiegazione plausibile possa valere per le scimmie e l’opinione più accreditata sostiene che i segni rinvenuti sui loro denti siano dovuti all’indigestione accidentale di sabbia o di crostacei e questi due elementi potrebbero essere tra le cause di questa usura atipica della dentatura anche per l’uomo. Non si esclude tuttavia l’utilizzo di altri strumenti da parte dei nostri antenati, ma questa non sarebbe l’unica motivazione.

Questa ricerca solleva interrogativi per la nostra comprensione dei cambiamenti culturali durante l’evoluzione umana e suggerisce che potrebbe essere necessario rivalutare le prime prove delle abitudini culturali”

ha detto il Dr. Ian Towle, uno dei coautori dello studio che è stato pubblicato sul giornale scientifico American Journal of Biological Anthropology. 

Il comportamento delle scimmie è stato oggetto di studio per oltre 70 anni proprio perché questi animali avevano ed hanno delle abitudini culturali che sono state spesso trascurate e che, con questo studio, potrebbero essere accreditate come meritano. Tutti gli esemplari di macachi dell’isola di Koshima hanno presentato infatti un’usura atipica dei denti, dimostrando che queste pratiche non appartengono unicamente all’uomo.

Fonte: American Journal of Biological Anthropology

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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