Pompei, che splendore! Dagli scavi emergono armadi e bauli contenenti stoviglie originali. Erano rimasti chiusi per duemila anni

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Non c’era tempo di recuperare oggetti, bisognava solo scappare: dopo duemila anni, riemergono dagli scavi di Pompei armadi e bauli contenenti le stoviglie originali di una delle tante famiglie colpite dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. La casa era probabilmente abitata dalla “classe media” dell’epoca

Pompei non finisce mai, né di regalarci pezzi di storia, né di stupire: riemerge ora dagli scavi della Regio V una casa con armadi e bauli contenenti stoviglie originali di una delle tante famiglie colpite dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Erano rimasti chiusi per duemila anni, abbandonati di corsa nel disperato tentativo di salvarsi.

Come riferisce Pompeii Sites tramite l’account Twitter, si tratta in particolare dell’ultima scoperta nell’area nord nella Regio V, uno dei grandi quartieri della città antica, già interessata da scavi nel 2018, nell’ambito del più ampio intervento di manutenzione e messa in sicurezza dei fronti di scavo lungo il perimetro del l’area non scavata della città.

Leggi anche: Pompei incanta di nuovo il mondo: scoperto un Termopolio straordinariamente intatto nella Regio V

Sono stati ritrovati piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi, abbandonati frettolosamente durante la catastrofe e recuperati oggi con gli strumenti dello scavo stratigrafico.

pompei ritrovamento casa classe media

@Pompeii Sites/Twitter

pompei ritrovamento casa classe media

@Pompeii Sites/Twitter

Ma non solo oggetti “noti”, anche alcuni meno documentati come un prezioso bruciaprofumi decorato, e il gruppo unico di sette tavolette cerate raccolte da un cordino, di cui è stato possibile realizzare un calco.

Secondo gli esperti, gli oggetti sarebbero appartenuti alla “classe media” dell’epoca.

Nell’impero romano c’era un’ampia fetta della popolazione che lottava per il proprio status sociale e per cui il ‘pane quotidiano’ era tutt’altro che scontato

spiega a questo il Direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel

I ritrovamenti infatti sembrano particolarmente “semplici”, anche se alcuni sono di materiali preziosi, come oro e bronzo. Inoltre stanze appaiono adornate, mentre altre no.

Pompei non finisce di stupire ed è una bellissima storia di riscatto, la dimostrazione che quando in Italia si lavora in squadra, si investe sui giovani, sulla ricerca e sull’innovazione si raggiungono risultati straordinari

commenta il ministro della Cultura Dario Franceschini

E lo sappiamo: non finisce qui.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Pompeii Sites/Twitter

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook