Così spacciavano estratto di gardenia per zafferano, smantellata frode alimentare

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Gli investigatori spagnoli hanno scoperto un'operazione di frode sullo zafferano che utilizzava ingredienti provenienti dalla Cina: più di 2.000 kg di finto zafferano sequestrati e ritirati dal mercato

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Non zafferano vero e proprio ma estratto di gardenia: così la Guardia Civil spagnola ha smantellato una un gruppo criminale dedito alla commercializzazione di presunto zafferano, che si è rivelato poi essere proprio gardenia molecolarmente modificata. Arrestate 11 persone per reati contro la salute pubblica, contro il mercato e i consumatori, frode e appartenenza a un gruppo criminale.

L’operazione “Garden” è stata effettuata ad Alicante, Malaga, Barcellona, ​​​​Granada e Almeria e con essa sono state indagate anche tre società, attraverso le quali i soggetti coinvolti avrebbero commercializzato l’estratto di gardenia in polvere come spacciandolo zafferano su tutto il territorio nazionale.

Per fare questo hanno ridotto la concentrazione, quasi fino ad eliminarla, di una molecola che differenzia lo zafferano dalla gardenia. Un metodo che fino a poco tempo fa non era rilevabile dalle tradizioni tecniche anti-frode degli anni passati.

Perché la gardenia?

Perché la gardenia ha un colore simile allo zafferano ma può essere raccolta anche meccanicamente, abbattendo così i costi, mentre lo zafferano deve essere raccolto manualmente, data la sua estrema delicatezza. Ciò fa sì che il prezzo del raccolto dello zafferano sia 10 volte superiore. La gardenia non è considerata un alimento nell’Unione Europea, quindi gli importatori non dovevano soddisfare alcuno standard di sicurezza.

Gli estratti di gardenia sono stati importati da una fabbrica cinese specializzata nella produzione di coloranti. Le persone indagate in Spagna hanno cambiato le etichette e la documentazione tecnica e doganale per farlo passare per zafferano.

Una volta che il prodotto era in Spagna, veniva immagazzinato e manipolato secondo le esigenze del cliente, e introdotto sul mercato attraverso grandi catene di distribuzione, consumato da persone che lo acquistavano pensando che fosse zafferano.

Al momento sono più di 2.000 i chili di zafferano adulterato sequestrati e ritirati dal mercato.

Zafferano oggetto di frodi

Lo zafferano è la spezia più costosa del mondo, estratta dai fiori del Crocus sativus. Ma è anche la più soggetta a frodi.

Il prodotto più a rischio frode è quello in polvere, perché può essere mescolato con altre parti della pianta o con piante diverse come curcuma o calendula, cartamo o “falso zafferano” o addirittura coloranti sintetici.

Meno soggetto ad adulterazione è lo zafferano in fili, che può essere mescolato con altre spezie, piante o parti di piante.

Sospettata frode anche sull’olio d’oliva

In Spagna, le autorità hanno emesso un avvertimento relativo alla lavorazione, all’imbottigliamento e alla distribuzione di olio d’oliva vergine ed extra vergine. L’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione (AESAN) ha infatti dichiarato di essere stata informata della commercializzazione di 10 prodotti di diverse marche e dimensioni considerati non sicuri a causa della loro provenienza e della mancanza di una tracciabilità affidabile.

La distribuzione dei prodotti è avvenuta principalmente nella regione di Murcia, ma anche in Catalogna, Paesi Baschi e Valencia.

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Fonte: Guardia Civil

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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