Sprechi alimentari, non riuscirai neanche a immaginare la quantità di cibo sprecato che finisce nella spazzatura ogni anno in Europa

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In Europa? Sprechiamo una quantità tale di cibo in un anno che potremmo riempire circa 420 Empire State Building

Siamo ai limiti del paradosso: l’Unione europea spreca più cibo di quello che importa, per questo deve necessariamente dimezzare i suoi sprechi alimentari entro il 2030 per affrontare la crisi climatica e migliorare la sicurezza alimentare.

È quanto emerge da un rapporto pubblicato da Feedback EU, No Time to Waste, da cui si evince che sono circa 153,5 i milioni di tonnellate di cibo che in Europa vengono sprecati ogni anno (con i quali potremmo riempire circa 420 Empire State Building), il doppio delle stime precedenti e 15 milioni di tonnellate in più rispetto a quelle esportate.

Per dire: la quantità di grano sprecata nella sola Unione europea è pari a circa la metà delle esportazioni di grano dell’Ucraina e un quarto delle altre esportazioni di grano dell’Ue.

In un momento di alti prezzi alimentari e di crisi del costo della vita, è uno scandalo che l’Ue stia potenzialmente buttando via più cibo di quello che sta importando – dice Frank Mechielsen, direttore di Feedback EU. L’Ue ha ora un’enorme opportunità di fissare obiettivi legalmente vincolanti per dimezzare i suoi sprechi alimentari dalla fattoria alla tavola entro il 2030 per affrontare il cambiamento climatico e migliorare la sicurezza alimentare.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il mese scorso i prezzi alimentari globali erano superiori dell’8% rispetto a un anno fa, in parte a causa della guerra in Ucraina.

I prezzi di grano, mais e soia quest’anno hanno persino superato i record stabiliti al culmine della crisi finanziaria mondiale del 2008.
A causa della situazione energetica, della situazione dei fertilizzanti, delle incertezze nel mondo, compresi i trasporti e le spedizioni, per non parlare del cambiamento climatico, dobbiamo accettare che non vedremo i prezzi dei generi alimentari ai livelli di dieci anni fa, spiega Abdolreza Abbassian, analista del mercato dei cereali ed ex economista senior della FAO, affermando che l’era del cibo a buon mercato è finita e che i prezzi probabilmente rimarranno alti, anche dopo la fine della guerra Russia-Ucraina.

©Feedback EU

sprechi

©Feedback EU

La proposta

Al report di Feedback EU si accodano oltre 40 ONG europee e insieme chiedono all’Ue di fissare entro l’anno target vincolanti per limitare il fenomeno: almeno -50% entro il 2030, da applicare lungo tutta la catena.

È fondamentale che gli obiettivi includano i rifiuti delle aziende agricole, di trasformazione e di ristorazione: se l’UE limitasse gli obiettivi alla sola vendita al dettaglio e ai rifiuti alimentari dei consumatori, secondo il nostro rapporto verrebbe escluso il 48-76% dei rifiuti alimentari totali dell’UE, il che lascerebbe la maggior parte delle aziende che causano rifiuti alimentari nelle catene di approvvigionamento senza dover rendere conto della riduzione dei rifiuti alimentari, conclude Mechielsen.

L’obiettivo è fare pressione sulla Commissione, che entro quest’anno dovrebbe presentare la sua proposta sul food waste. Staremo a vedere, intanto noi nel nostro piccolo cominciamo a porre più attenzione e meno negligenza sul cibo da consumare realmente nelle nostre case.

QUI trovate il rapporto completo.

Fonte: Feedback EU

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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