PSOAS, perché è considerato il muscolo dell’anima e dovresti allenarlo di più (soprattutto se sei sempre seduto)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Lo psoas, conosciuto anche come Ileopsoas, svolge una funzione fondamentale per il nostro equilibrio psicofisico. Il muscolo più profondo del nostro corpo, che influisce sul movimento e la mobilità articolare, ma anche sul benessere della nostra anima.

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

Il muscolo Psoas è il più profondo del corpo umano, e influisce sull’equilibrio strutturale, l’integrità muscolare, la flessibilità, forza, libertà di movimento, mobilità articolare e funzionamento degli organi.

Crescendo da entrambi i lati della colonna vertebrale, si estende lateralmente dalla dodicesima vertebra toracica (T12) a ciascuna delle 5 vertebre lombari. Da lì scorre verso il basso attraverso il nucleo addominale, il bacino, per attaccarsi alla parte superiore dell’osso del femore.

Lo psoas è l’unico muscolo che collega la colonna vertebrale alle gambe. È responsabile di tenerci in piedi e ci permette di sollevare le gambe per camminare.

Questo muscolo è collegato al diaframma attraverso il tessuto connettivo, che influenza sia il nostro respiro sia il riflesso della paura. Questo perché lo psoas è direttamente collegato al cervello rettiliano, la parte interna più antica del tronco cerebrale e del midollo spinale.

Se contraiamo costantemente lo psoas, a causa di stress o tensione, il muscolo alla fine inizia ad accorciarsi portando a una serie di condizioni dolorose tra cui lombalgia, dolore sacroiliaco, sciatica, problemi al disco, scoliosi, degenerazione dell’anca, dolore al ginocchio, mestruazioni dolorose, infertilità e problemi digestivi.

Lo Psoas come muscolo dell’anima

Secondo alcune ricerche, uno psoas stretto e sempre contratto non solo crea problemi strutturali, ma restringe gli organi, esercita pressione sui nervi, interferisce con il movimento dei fluidi e altera la respirazione diaframmatica, oltre che il nostro benessere psicologico.

A tal proposito, l’educatrice somatica Liz Koch autrice del libro The Psoas Book ha dichiarato che l’ileopsoas è molto più di un semplice muscolo, poiché sta a incarnare il nostro desiderio di sopravvivenza e la nostra volontà di prosperare; per lei uno psoas in salute è sinonimo di equilibrio non solo fisico ma anche psicologico.

Inoltre, l’instabilità a livello di questo muscolo sarebbe esacerbata dal nostro stile di vita moderno e sempre frenetico, che rende lo psoas corto e contratto; al contrario, invece, avere uno psoas sano e disteso riaccende le energie vitali del corpo, e ci permette di riconnetterci con la forza vitale dell’universo.

Secondo alcune tradizioni buddiste lo psoas è la sede dell’anima, che immagazzina traumi e tensioni emotivamente cariche, e svolge un ruolo chiave nella nostra risposta di lotta o fuga.

I due muscoli ileopsoas corrono lungo entrambi i lati della colonna vertebrale, attraverso il bacino e nella parte superiore, interna dei femori. È il muscolo più profondo e l’unico che collega il busto alle gambe. Flette il tronco verso le gambe (come nello squat), sostiene gli organi addominali e agisce come una pompa che guida fluidi, come linfa e sangue, dentro e fuori le cellule del corpo.

È anche legato alla respirazione poiché le sue origini sono intrecciate con le fibre muscolari del diaframma. Pertanto, la tensione nello psoas può influenzare tutto, dal modo in cui camminiamo a come respiriamo.

Se è presente una vera minaccia, allora abbiamo bisogno che lo psoas si accenda, preparando il corpo a combattere e scappare per salvarci la vita.

Per molti di noi, la risposta di lotta o fuga viene attivata più volte al giorno, il che si traduce in un accorciamento di questo muscolo  e nell’accumulo di tensione.

Poiché molti di noi trascorrono una notevole quantità di tempo in stati di stress cronico, lo psoas viene costantemente attivato, determinando l’accumulo di maggiori livelli di tensione.

I due muscoli psoas non agiscono sempre all’unisono. Spesso uno diventa più corto dell’altro, provocando discrepanze nell’allineamento del bacino e influenzando la lunghezza delle gambe.

Mobilitarlo può molto essere utile, e dovrebbe essere fatto con attenzione.

Uno dei migliori esercizi di mobilità è eseguire un mezzo affondo verticale in ginocchio. È bene mantenere la colonna vertebrale neutra, e aumentare delicatamente l’allungamento ad ogni espirazione, flettendo i glutei e gli addominali della gamba posteriore per incoraggiare una leggera inclinazione pelvica.
Ripetere l’esercizio per 5-10 respiri.

Se desideri allenare l’ileopsoas, guarda questo video:

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok |   Youtube

Ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook