Ai Mondiali in Qatar i calciatori europei indosseranno la fascia arcobaleno a sostegno della comunità Lgbt

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In segno di protesta contro la politica repressiva del Qatar nei confronti degli omosessuali, i capitani di alcune squadre d'Europa scenderanno in campo con una fascia da braccio con i colori della bandiera Lgbt

Manca poco più di un mese all’inizio dei Mondiali di calcio 2022. Quest’anno l’attesissimo campionato si svolgerà in Qatar, Paese noto per la sua repressione nei confronti della comunità Lgbt. È tristemente risaputo, infatti, che nella nazione sono vietate per legge le manifestazioni d’affetto, come baci e carezze, fra gli omosessuali.

La scelta di far ospitare i Mondiali proprio in questo Paese è stata duramente criticata dalle associazioni che si battono per i diritti civili, ma a nulla sono valse le proteste. Ma i giocatori di calcio che prenderanno parte alla competizione non hanno intenzione di restare in silenzio di fronte a queste discriminazioni inaccettabili.

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Per questo qualche settimana fa dall’Olanda è partita l’iniziativa One Love, con cui si invitano i capitani delle diverse squadre ad indossare la fascia con un cuore dai colori della bandiera arcobaleno. Un gesto a sostegno della comunità Lgbt, i cui diritti vengono calpestati nel Paese che ospita l’evento sportivo.

Alla campagna hanno già aderito le squadre diversi Paesi europei: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Svizzera, Galles, Inghilterra e Paesi Bassi.

I giocatori possono fare davvero molto. Penso che indossando la fascia da braccio nel corso dei Mondiali di calcio, di uno degli eventi più televisivi nel mondo, avrà un impatto – ha commentato il capitano dell’Inghilterra Harry Kane – Come capitani siamo in competizione l’uno contro l’altro sul campo, ma siamo uniti contro ogni forma di discriminazione. Ciò diventa ancora più rilevante in un momento in cui la divisione è ricorrente nella società. Indossare la fascia insieme a nome delle nostre squadre manderà un messaggio forte a tutto il mondo.

onelove protesta qatar

@England Football

Il trattamento riservato ai gay non è l’unico motivo per cui il Qatar è stato duramente criticato. Il Paese è finito al centro di una bufera mediatica per la lunga scia di sangue dei lavoratori, che hanno perso la vita durante la realizzazione di stadi, alberghi, sistemi di trasporto e altre infrastrutture necessarie in vista dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar.

Da un’inchiesta condotta dal Guardian è emerso che oltre 6mila lavoratori – quasi tutti stranieri – sono morti nell’ultimo decennio in Qatar, nel corso dei lavori. Stanno per iniziare i Mondiali… ma col piede decisamente sbagliato.

Fonti: England Football/OnsOranje

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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