L’ultima partita di tennis di Roger Federer è stata uno spettacolo di rara ed emozionante umanità

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Cosa dovrebbe essere lo sport? Questo. Loro due. Hanno disputato come avversari 40 partite, 14 Grand Slam, nove finali principali: destro contro mancino, attaccante contro resistenza, apparente disinvoltura contro incessante intensità. Ma tutti e due grande esempio di umanità, rispetto e gentilezza. Avversari e amici. Grazie! Che emozione e che grande lezione!

Libera Terra

Questo giorno, questa partita, doveva arrivare, ovviamente, per Roger Federer, e per il tennis, così come inevitabilmente arriva per ogni atleta di ogni sport. L’ultima partita.

Federer ha detto addio al tennis ieri sera, con un’ultima gara disputata all’età di 41 anni dopo una carriera superlativa che include 20 titoli Grand Slam e un ruolo da grande protagonista. Ma quello che è successo è stato molto di più. Ha concluso la sua carriera con una sconfitta insieme al suo rivale di lunga data Rafael Nadal, certo. Ma la verità è che i punti non contavano affatto.

“È stato un viaggio perfetto”, ha detto Federer. “Rifarei tutto da capo.”

Quando la partita è finita, Federer ha abbracciato Nadal e si è messo a piangere. E c’erano un sacco di lacrime in giro. Nadal anche non è riuscito a trattenersi, mentre dagli spalti arrivavano cascate di applausi e urla di affetto. Uno spettacolo di rara ed emozionante umanità.


Nel corso degli anni, Federer e Nadal hanno messo in mostra la loro grandezza individuale, così come contrasti avvincenti. Hanno disputato come avversari 40 partite, 14 Grand Slam, nove finali principali: destro contro mancino, attaccante contro resistenza, apparente disinvoltura contro incessante intensità.

Eppure, c’era sempre un inconfondibile elemento di poesia in questi due uomini che si sono così a lungo sfidati, elevandosi a vicenda e condividendo sorrisi e batti cinque sotto rete.

Questo è lo sport che vorremmo sempre vedere in campo. Quello che va oltre le prestazioni fisiche. Quello che riguarda anche il rispetto, le persone prima che gli atleti. Questo addio segue quello di Serena Williams, proprietaria di 23 grandi campionati di singolare, agli US Open tre settimane fa dopo una sconfitta al terzo turno. E lascia tanti segni per determinare il futuro che vogliamo. Non solo sportivo.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.

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