Vittoria! Le giocatrici del beach handball non dovranno più indossare bikini e top “sessisti”, è cambiato il regolamento

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È stato cambiato il regolamento del beach handball: le atlete non dovranno più indossare bikini succinti e top ma pantaloncini e canottiera

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Le giocatrici del beach handball, a furia di proteste e grazie ad una campagna internazionale, ce l’hanno fatta. Il regolamento in merito alle divise che devono indossare durante le partite è cambiato: addio a slip del bikini e top aderente, da adesso via libera a pantaloncini e canotta simile a quella della divisa maschile.

Erano davvero delle regole assurde quelle a cui dovevano sottostare le giocatrici di pallamano da spiaggia. Il regolamento della International Handball Federation (IHF) prevedeva infatti per le giocatrici l’obbligo di indossare slip del bikini aderenti – con una larghezza laterale massima di 10 centimetri, con una “vestibilità stretta” e “tagliati con un angolo verso l’alto verso la parte superiore della gamba” – e un top succinto.

Una divisa ben diversa e decisamente più scomoda di quella degli atleti maschi che prevede invece pantaloncini, fin sotto al ginocchio (ma non troppo larghi) e canottiera.

La divisa femminile, soprattutto negli ultimi tempi, era stata oggetto di diverse polemiche e l’estate scorsa, durante gli Europei, le ragazze del team norvegese che avevano “osato” indossare dei pantaloncini erano state addirittura multate.  

Leggi anche: Le giocatrici di Beach Handball norvegesi multate per aver indossato dei pantaloncini invece del bikini

“È sessista e imbarazzante”, aveva dichiarato alla stampa locale la capitana della squadra norvegese, Katinka Haltvik.

Ma ora, grazie alla loro presa di posizione oltre che ad una campagna portata avanti da Collective Shout, organizzazione che promuove l’uguaglianza di genere, le cose sono cambiate!

Il regolamento è stato infatti modificato e adesso prevede che le atlete “debbano indossare pantaloncini corti aderenti” e una canotta simile a quella della divisa maschile.   

 

Un esempio lampante di come, se le regole sono sbagliate o discriminatorie, si fa sempre in tempo a cambiarle ed è doveroso farlo.

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Fonte: IHF / Collective Shout Twitter

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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