Le calciatrici afghane accolte a Firenze torneranno a giocare in una squadra italiana 

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Lieto fine per le tre calciatrici del Bastan Football Club di Herat fuggite dall'Afghanistan. Giocheranno in una squadra italiana

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Dopo la conquista dei talebani in Afghanistan, erano state costrette ad abbandonare il loro sogno più grande: correre dietro a un pallone (oltre a rinunciare ai loro diritti umani). Ma adesso per tre delle calciatrici afghane, ospiti in Italia, sta per iniziare un nuovo entusiasmante capitolo. Susan, Maryam e Fatima torneranno in campo con la maglia del club Centro Storico Leboswki, storica squadra dilettantistica, sostenuta dai tifosi di Firenze. Una splendido lieto fino.

Grazie alla mobilitazione del Comune di Firenze e all’Onlus COSPE, le atlete del Bastan Football Club di Herat erano arrivate nel nostro Paese lo scorso agosto per sfuggire alla brutalità del regime talebano.

Dopo la presa al potere dei talebani, l’associazione COSPE si era attivata immediatamente, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Difesa, per organizzare l’evacuazione delle donne e attiviste minacciate e delle loro famiglie, portandone in salvo una decina, tra cui appunto le giocatrici della squadra femminile di calcio di Herat.

Un lieto fine per le atlete fuggite dalla brutalità del regime talebano

“È con grande orgoglio che accogliamo queste ragazze e il loro allenatore nel nostro progetto sportivo e sociale” spiegano dal club sportivo italiano dove adesso le tre ragazze giocheranno.

Ma la stessa squadra chiarisce che questa accoglienza non deve essere vista semplicemente come un gesto, seppur importantissimo, di solidarietà. L’obiettivo è far in modo che le atlete afghane possano continuare a coltivare al meglio il loro percorso sportivo.

Come calciatori e calciatrici italiane, ma in primis come persone, – commenta Sara Gama, capitana della Nazionale Italiana femminile di calcio e Vicepresidente dell’Associazione italiana Calciatori (AIC) – siamo al fianco delle donne afghane in questo difficile momento. Siamo persone, gente di sport, atleti ed atlete e questo è il legame che ci ha spinto a sostenere chi ha la nostra stessa passione ma poche chance per esprimerla. Un filo che ci ha unito e che ora ci porta a fare un passo in più per tendere la mano ad altre atlete che sono rimaste in Afghanistan e si vedono private dei loro diritti e della possibilità di vivere una vita normale. Proseguiamo assieme a COSPE questo percorso che sappiamo necessita di un lavoro lungo e continuato ogni giorno, come noi siamo abituati ad allenamenti quotidiani e lunghi campionati. Questa campagna è la nostra partita e insieme a Cospe siamo #unasolasquadra.

Per Susan, Maryam e Fatima il sogno continua e speriamo che possano spingere tante altre donne a non mollare e a non accantonare i loro desideri. Non vediamo l’ora di vedervi in campo, ragazze! Facciamo il tifo per voi!

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Fonti: COSPE/Sara Gama

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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