AstraZeneca: l’EMA conferma la sicurezza del vaccino sospeso in via precauzionale

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L’EMA ha terminato le indagini senza trovare un nesso causale tra i casi di trombosi e l’utilizzo dell'AstraZeneca contro il coronavirus.

Dopo che era stato sospeso in via precauzionale e temporanea, il vaccino anti-Covid AstraZeneca dovrebbe di nuovo tornare ad essere somministrato. L’Agenzia europea per i medicinali ha infatti terminato la propria indagine senza trovare un nesso causale tra i casi di trombosi in generale e l’utilizzo dell’AstraZeneca contro il coronavirus. 

L’EMA, dunque, decide per una ripresa delle vaccinazioni. Si tratta di “un vaccino efficace e in questo momento i benefici del vaccino di AstraZeneca superano di gran lunga i suoi rischi e il suo uso dovrebbe proseguire per salvare vite“, come ha detto – Emer Cooke, Direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali.

Arriva dunque il via libera dell’Ema al vaccino AstraZeneca, ma c’è un ma. L’Ema infatti aggiunge una nuova avvertenza al vaccino, in considerazione di alcuni aspetti da chiarire sui casi di trombosi cerebrale, sui quali, seppur rari, sono richiesti ulteriori approfondimenti. I rischi tuttavia – dicono – rimangono molto remoti rispetto alle complicazioni che può comportare il Covid-19 nei casi più gravi.

Un nesso causale con la vaccinazione non è stato provato, ma è possibile e richiederà ulteriori analisi”.

Ma come si è giunti a questa conclusione? C’è da stare tranquilli? Gli esperti dell’Agenzia hanno esaminato i 18 casi sospetti di trombosi cerebrale su circa 20 milioni di somministrazioni del vaccino svolte finora in Europa. Le analisi hanno tenuto conto delle modalità, dei tempi di somministrazione del vaccino AstraZeneca e delle condizioni di salute generale delle persone che avevano poi avuto problemi circolatori. I controlli non hanno fatto rilevare anomalie e non hanno portato a riscontrare maggiori fattori di rischio in generale sulle trombosi.

Una conclusione cui l’Agenzia è giunta verificando anche 7 casi di coagulazione intravascolare disseminata, una condizione che porta alla formazione di piccoli coaguli in diverse aree dell’organismo e al blocco dei piccoli vasi sanguigni. Analisi da cui non è emerso un nesso causale, ma alle quali dovranno necessariamente seguire altre verifiche. Entrambe le patologie si verificano normalmente tra la popolazione, anche in assenza del vaccino, ma il numero (seppure molto contenuto di casi) rende necessarie nuove analisi.

Fonte: EMA

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook