Torna la peste bubbonica nella Mongolia cinese, vietato mangiare marmotte

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Nuovo caso di peste bubbonica in Mongolia, le autorità cinesi hanno diramato un'allerta che prevede anche di non cacciare o mangiare marmotte

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È stato registrato e accertato un nuovo caso di peste bubbonica in Mongolia Interna, regione autonoma della Cina. Le autorità sanitarie hanno immediatamente diramato un’allerta vietando alla popolazione di cacciare o cibarsi di animali che potrebbero essere portatori della malattia, in particolare marmotte.

Ad essere contagiato dalla peste è un pastore nella città di Bayannur, attualmente in quarantena in condizioni stabili. L’infezione è stata segnalata per la prima volta sabato, anche se non è ancora chiaro come o perché l’uomo abbia contratto la malattia.

In seguito alla segnalazione (non la prima di quest’anno), il comitato sanitario della città della Mongolia Interna non ha potuto far altro che diramare un avviso (di livello 3 su 4 in ordine di gravità) valido fino alla fine dell’anno. Le autorità stanno ora esortando le persone a prendere il massimo delle precauzioni affinché venga ridotto al minimo il rischio di trasmissione da uomo a uomo.

Il provvedimento, oltre a richiedere alle persone di denunciare casi sospetti di malattia, proibisce la caccia e il consumo di animali che potrebbero portare la peste, tra questi le marmotte. Ai cittadini è richiesto anche di riferire l’eventuale ritrovamento di marmotte morte o malate.

Questi roditori vengono cacciati per la loro pelliccia ma anche mangiati in alcune parti della Cina e nella vicina Mongolia e storicamente, proprio a questi animali, è stata spesso affibbiata la colpa di alcune pesanti epidemie di peste nella regione.

Si ritiene ad esempio che la marmotta abbia causato l’epidemia di peste polmonare del 1911, che ha ucciso circa 63.000 persone nel nord-est della Cina.

Sebbene quell’epidemia sia stata contenuta nel giro di un anno, le infezioni da peste continuano ad esistere. Solo la scorsa settimana due casi di peste bubbonica sono stati confermati in Mongolia: si tratta di due fratelli che avevano mangiato carne cruda di marmotta.

mangiare marmotta

@Michael Schroeder/Shutterstock

Lo scorso maggio, invece, una coppia in Mongolia è addirittura morta per peste bubbonica dopo aver consumato rene crudo di marmotta. Un funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato alla BBC che la carne e il rene crudi di marmotta sono ritenuti un rimedio popolare per la buona salute, nonostante sia noto che questi animali sono portatori della pericolosa malattia.

Altre due persone hanno contratto invece la peste polmonare (un’altra forma di questa malattia che infetta i polmoni) sempre nella Mongolia interna.

Conosciuta come la “morte nera” nel Medioevo, la malattia è spesso diffusa dai roditori (più correttamente dalle pulci che si trovano su questi animali) e può essere altamente infettiva e addirittura mortale se non trattata tempestivamente con i giusti antibiotici (oggi fortunatamente disponibili). Ricordiamo infatti che la peste è causata da un’infezione batterica.

I sintomi che la caratterizzano sono inizialmente i linfonodi ingrossati oltre a febbre, brividi e tosse, ma può essere difficile da identificare nelle fasi iniziali perché si tratta di sintomi simili a quelli dell’influenza.

La dottoressa Shanti Kappagoda, medico esperto di malattie infettive della Stanford Health Care, ha dichiarato all’agenzia di stampa Health Line che è improbabile che una singola infezione possa portare a un’epidemia.

“A differenza del 14 ° secolo, ora abbiamo una comprensione di come viene trasmessa questa malattia – ha sottolineato la dottoressa – Sappiamo come prevenirla. Siamo anche in grado di trattare pazienti infetti con antibiotici efficaci”

Sembra quindi molto improbabile un’epidemia pericolosa come quelle del passato, ma è sempre meglio non abbassare troppo la guardia.

Fonti: China Daily / BBC

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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