Pesticidi, ftalati e bisfenoli trovati nelle urine delle donne in gravidanza, lo studio allarmante

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Uno studio americano, che ha arruolato un gruppo molto diversificato di donne incinte nell’arco di 12 anni, ha rilevato una crescente esposizione a sostanze chimiche provenienti da plastica e pesticidi che potrebbero essere dannose per lo sviluppo del feto

Cresce quasi senza soluzione di continuità l’esposizione delle donne in gravidanza alle sostanze chimiche. Bisfenoli, neonicotinoidi e benzofenoni sembrano aumentare infatti costantemente.

A dirlo è uno studio appena pubblicato Environmental Science & Technology dagli studiosi dll’Università della California, che per la prima volta hanno misurato le quantità di sostanze chimiche in un gruppo molto ampio e diversificato di donne in gravidanza.

Per lo studio, il team guidato da Tracey Woodruff, direttore del programma dell’Università della California, ha analizzato 12 anni di campioni di urina di 171 donne in California, Georgia, Illinois, New Hampshire, New York e Porto Rico iscritte al programma National Institutes of Health Environmental Influences on Child Health Outcomes degli Stati Uniti.

Lo studio

Circa un terzo (34%) era bianco, il 40% era ispanico, il 20% era nero e il restante 6% proveniva da altri o più gruppi. Gli autori hanno controllato i campioni di urina per 103 sostanze chimiche, principalmente da pesticidi, plastica e sostanze chimiche sostitutive per BPA e ftalati.

Più dell’80% delle sostanze chimiche è stato trovato in almeno una delle donne nello studio e più di un terzo è stato trovato nella maggioranza delle donne. Alcuni di questi prodotti chimici erano presenti in quantità maggiori rispetto a quanto visto in studi precedenti, hanno riferito i ricercatori.

Molte delle sostanze indagate sono sostitute di altre bandite ma altrettanto preoccupanti: si parla, per esempio, di alcuni bisfenoli che stanno sostituendo il bisfenolo A. I ricercatori hanno anche scoperto che molte delle donne erano state esposte anche a neonicotinoidi, un tipo di pesticida tossico per le api.

Inoltre, i risultati hanno mostrato che le donne non bianche, quelle con livelli di istruzione più bassi, quelle single e quelle che erano state esposte al tabacco avevano livelli più elevati di esposizione chimica complessiva. Le ispaniche avevano livelli particolarmente elevati di parabeni, che sono usati come conservanti, così come di ftalati e bisfenoli, che sono usati nella plastica.

Sebbene i pesticidi e le sostanze chimiche sostitutive fossero prevalenti in tutte le donne, siamo rimasti sorpresi di scoprire che le latine avevano livelli sostanzialmente più elevati di parabeni, ftalati e bisfenoli – ha detto la prima autrice dello studio Jessie Buckley. Questo potrebbe essere il risultato di una maggiore esposizione a prodotti con sostanze chimiche, come alimenti trasformati o prodotti per la cura personale.

Le sostanze chimiche possono provenire dall’aria, dal cibo, dall’acqua e tutti glia altri prodotti industriali e di consumo che abbiamo intorno a noi.

Sebbene queste sostanze chimiche possano comportare rischi per la gravidanza e lo sviluppo del bambino, c’è ancora poco monitoraggio da parte delle singole persone, concludono gli autori dello studio.

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Fonti: Environmental Science & Technology / UCSF

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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