Qual è il segreto per vivere fino a cent’anni? La risposta potrebbe essere nell’intestino

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Una nuova ricerca suggerisce che i centenari devono ringraziare il loro microbioma intestinale – almeno in parte

Vivere più di cento anni è un traguardo raro per un essere umano. Ora una nuova ricerca suggerisce che i centenari devono ringraziare il loro microbioma intestinale – almeno in parte.

Potremmo pensare che i segreti della lunga vita siano scritti nei nostri geni. In realtà, i fattori genetici contribuiscono per meno del 30% alla nostra aspettativa di vita, mentre la restante parte di responsabilità è da attribuirsi ad altri fattori che possono cambiare nel tempo – come l’alimentazione, la qualità delle nostre relazioni, il tipo di attività fisica svolta. I centenari, in generale, sono meno suscettibili alle malattie croniche relative all’età e in qualche modo sono capaci di evitare malattie infettive. Ora sembra che il microbioma intestinale – i milioni di microrganismi che vivono nel nostro apparato digerente – possano spiegare il perché di questa loro ‘resistenza’.

Uno studio, condotto dalla Keio University School of Medicine (Tokyo) su ultracentenari giapponesi, mostra che gli over-100 ospitano diversi gruppi di batteri all’interno del loro intestino, che generano combinazioni uniche e che possono tenere lontani infezioni e altri fattori di stress derivanti dall’ambiente in cui questi vivono. Lo studio ha osservato 160 ultracentenari provenienti da diverse aree del Giappone (la loro età media era di 107 anni) e ha comparato le comunità batteriche trovate nei loro campioni di feci con quelle di altri 112 anziani (di età compresa fra gli 80 e i 90 anni) e di 47 giovani.

Già uno studio condotto qualche anno fra sugli ultracentenari in Sardegna aveva analizzato il microbioma di queste persone e aveva scoperto un’ampia varietà di specie microbiche che vivono nell’intestino dei più anziani rispetto a quelle che vivono nei giovani o nei meno anziani.

(Leggi anche: Scoperta molecola della longevità nella pianta giapponese usata dai samurai)

Mentre alcuni dei centenari partecipanti allo studio hanno mostrato i tipici segni dell’invecchiamento, la maggior parte degli anziani non presentava sintomi delle malattie croniche più comuni – come ipertensione, diabete, obesità, cancro. Inoltre, i centenari hanno presentato un mix unico di acidi biliari, proprio grazie alle catene batteriche in grado di sintetizzarli.

Lo studio, tuttavia, non si è concentrato sull’analizzare altri fattori come dieta e stile di vita, per questo non possiamo dire cosa abbia contribuito a questo profilo microbiotico tanto particolare. Il microbioma presente nell’intestino, infatti, è tanto complesso quanto estremamente sensibile ai cambiamenti: la sua composizione batterica può mutare sensibilmente nell’arco di pochi giorni, anche solo se si cambia alimentazione, favorendo la proliferazione di alcune colonie di batteri a danno di altre.

Ci sono quindi moli modi per mantenersi in salute e allungare la propria vita: oltre ad una dieta sana e varia, anche l’assunzione di fermenti lattici vivi contribuisce alla salute del microbioma intestinale; inoltre, tenersi lontano dalle situazioni emotivamente stressanti e faticose permette al nostro intestino di funzionare meglio e di tenerci in vita più a lungo.

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Fonte: Nature

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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